PHOTO
DIMARO FOLGARIDA. C'è un'immagine che più di tutte racconta il legame tra il Napoli e il Trentino. È la notte dell'estate 1986 in cui Diego Armando Maradona, fresco campione del mondo con l'Argentina, raggiunge Lodrone di Storo al volante della sua Ferrari per iniziare il ritiro precampionato. Ad attenderlo all'Hotel Castel Lodron c'è un piccolo gruppo di giornalisti partenopei e, a tarda ora, una spaghettata diventata quasi leggendaria: Ferruccio Luzzani prepara per tutti un piatto di spaghetti aglio, olio e peperoncino, condiviso con il numero 10 argentino in un clima di festa e grande entusiasmo.
Oggi quel ricordo rivive a Dimaro Folgarida, dove nel Dome della SKI.IT Arena è stata allestita la mostra realizzata da Valentina De Laurentiis per il centenario del club azzurro, inaugurata in occasione del quindicesimo ritiro estivo del Napoli in Val di Sole. Tra i cimeli più preziosi spiccano i trofei conquistati nella stagione 1986-1987, quella che cambiò per sempre la storia del club e riscrisse le gerarchie del calcio italiano.
Dopo l'arrivo di Maradona nel luglio 1984, il Napoli iniziò una crescita costante. Il presidente Corrado Ferlaino costruì, un acquisto dopo l'altro, una squadra destinata a entrare nella leggenda, mentre Ottavio Bianchi riuscì a trasformare quel gruppo in una macchina vincente. La preparazione dell'estate 1986 si svolse proprio in Trentino, tra la Valle del Chiese e Madonna di Campiglio, con Diego appena laureatosi campione del mondo in Messico.
Al termine di quella stagione arrivò il primo storico scudetto. Gli azzurri chiusero il campionato con 15 vittorie, 12 pareggi e appena 3 sconfitte. La certezza matematica arrivò il 10 maggio 1987, con l'1-1 contro la Fiorentina in un San Paolo gremito, dando il via a una festa che coinvolse un'intera città.
La stagione si concluse con un'altra impresa: la conquista della Coppa Italia, vinta dominando la competizione con dodici successi in dodici partite, 30 gol realizzati e soltanto quattro subiti. Un'annata irripetibile, nata anche sulle montagne del Trentino.
A quasi quarant'anni di distanza, quei trofei sono tornati simbolicamente nel luogo dove quella favola iniziò. E tra i ricordi più vivi resta proprio quella notte a Lodrone, con Maradona, la Ferrari, i giornalisti arrivati da Napoli e una semplice spaghettata aglio, olio e peperoncino diventata uno dei racconti più iconici del primo ritiro che precedette lo storico scudetto azzurro. C.L.





