COREDO. È una giornata di grande commozione quella che vive Coredo, dove sono arrivate tantissime persone per l'ultimo saluto a Mattia Maestri. Amici, conoscenti e cittadini della Val di Non si preparano a stringersi attorno alla famiglia del ragazzo, scomparso dopo aver trascorso quasi tutta la vita in stato vegetativo in seguito all'infezione da Escherichia coli contratta quando aveva quattro anni.
Accanto al dolore, resta anche la volontà della famiglia di proseguire il percorso intrapreso in questi anni. A ribadirlo è l'avvocato Paolo Chiariello, che si è fatto portavoce anche del malumore dei familiari nei confronti della Provincia di Trento. Secondo il legale, le istituzioni non sarebbero state vicine alla famiglia durante questi anni e, per questo motivo, è stato chiesto che nessun componente della giunta provinciale prenda parte alle esequie.
Sul fronte giudiziario, Giovanni Battista Maestri, padre di Mattia, ha confermato l'intenzione di presentare una nuova denuncia affinché venga valutata l'ipotesi di omicidio colposo. Gli avvocati Paolo Chiariello e Monica Cappello hanno spiegato che il precedente procedimento per lesioni gravissime aggravate si è ormai concluso con sentenza definitiva e che la morte del ragazzo apre la strada a una diversa contestazione, fermo restando il principio secondo cui nessuno può essere punito due volte per lo stesso fatto.
Per la famiglia, però, la battaglia va oltre gli aspetti processuali. L'obiettivo resta quello di continuare a richiamare l'attenzione sui rischi legati ai prodotti a latte crudo e contribuire a evitare che una vicenda come quella di Mattia Maestri possa ripetersi.








