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TASSULLO. Il caso è stato sollevato, con una interrogazione al Consiglio provinciale, dalla consigliera Lucia Maestri del PD: come mai Castel Valer, da poco acquisito dalla Provincia, è ritenuto «non idoneo» per girarci film e serie tv anche per motivi di sicurezza e conservazione dei beni, ma poi arriva il via libera dell’assessora e tutto si può fare?
I dettagli li scrive Maestri nel suo quesito: «Nella scorsa estate risulta sia stata presentata ai competenti uffici del “Museo Castello del Buonconsiglio”, che ha in gestione anche il compendio immobiliare di Castel Valer in Val di Non, una richiesta di utilizzo di quest’ultimo per le riprese televisive di un “reality show”, che sarebbe poi stato trasmesso sulle reti nazionali. A fronte di tale legittima istanza sembra che, dopo attenta valutazione di ogni questione tecnica ed organizzativa, la Dirigente della Struttura competente (Laura Dalprà, ndr) abbia espresso, per ben due volte, un chiaro diniego, motivando il medesimo con ragioni di assenza o comunque grave carenza dei requisiti minimi di sicurezza ed agibilità della struttura del maniero, solo recentemente acquisita dalla Provincia nel quadro di un complesso ed articolato meccanismo di permute immobiliari».
Per Mestri, «Davanti a questa decisione tecnica, che di fatto impediva l’uso del castello e delle sue pertinenze, pare sia stato provvidenziale l’intervento dell’Assessora alla Cultura che ha, “motu proprio”, rovesciato la decisione assunta in sede tecnica, sostenendo invece e molto curiosamente la natura politica della richiesta d’uso di tale immobile antico e quindi la competenza diretta, in merito, dell’Assessora di riferimento.
A fronte di tale situazione, è del tutto evidente come alcuni interrogativi sorgano, proprio
attorno alla natura delle istanze di concessione in uso di beni della pubblica Amministrazione.
Tutto ciò premesso si interroga la Giunta provinciale per sapere:
- se corrisponde al vero quanto riassunto in premessa;
- in caso di risposta affermativa , si chiede di conoscere le motivazioni della richiesta
d’uso, le ragioni dell’iniziale e ripetuto diniego e le motivazioni del medesimo;
- quali sono i motivi che hanno spinto l’Assessora di merito a ritenere che una simile
istanza d’utilizzo avesse ragione di natura politica tali da superare l’opinione
autorevolmente espressa in sede tecnica;
- qual’è il livello di richiesta d’uso delle strutture provinciali per l’effettuazione di filmati e
riprese cinematografiche e televisive nell’arco degli ultimi cinque anni e con quali
condizioni d’uso e sulla scorta di quali pareri tecnici gli stessi siano stati eventualmente
concessi».


