PHOTO
CAMPODENNO. La comunità trentina piange la scomparsa di Guido Zanotti (nella foto), figura storica e simbolo degli alpini, sempre presente con il fratello gemello Franco alle adunate e alle principali manifestazioni. Loro erano i «gemelli barba». Guido si è spento a 73 anni, a causa di un infarto, lasciando un vuoto profondo non solo tra i suoi compaesani di Lover in val di Non ma in tutto il mondo alpino.
Il suo volto era conosciuto da generazioni di penne nere e da chiunque avesse partecipato almeno una volta nella vita ad un'adunata. Guido e Franco erano diventati un'icona per la loro costanza, per l'allegria contagiosa e per il modo semplice e diretto con cui sapevano portare avanti lo spirito alpino. In ogni città, dal Nord al Sud, erano accolti come amici di lunga data, pronti a scambiare un sorriso, un canto o una stretta di mano.
Nel 2017 a Treviso, in occasione della novantesima Adunata del Piave, i gemelli Zanotti erano stati ritratti in prima fila alla cerimonia dell'alzabandiera, uno con il gagliardetto della sezione Ana di Mezzolombardo e l'altro con quello di Denno. Un momento che aveva racchiuso il loro impegno e la loro dedizione, ma che rappresentava solo una tappa di un percorso ben più lungo. Dal 1973 fino al 2025 Guido e Franco hanno preso parte a tutte le adunate, senza mancare un appuntamento. Cinquantadue anni di viaggi, di incontri e di ricordi che si intrecciano con la storia stessa del corpo alpino.
«Abbiamo girato tutta l'Italia, da Bolzano fino a Catania - racconta Franco Zanotti con la voce strozzata dall'emozione - oltre cinquant'anni di allegria, di condivisione, di sentirsi parte di un'unica cosa».
Un'unica cosa che non era soltanto l'appartenenza agli alpini, ma anche quel legame speciale che nasce dall'essere gemelli. Guido e Franco non avevano bisogno di parole per capirsi, né di gesti particolari per alimentare la loro intesa. Bastava la presenza dell'altro per sentirsi completi. «Sono sicuro - continua Franco - che lui sarebbe il primo a dirmi di essere forte e di pensare alla prossima adunata».
È la promessa di un amore fraterno che non conosce distanze, perché la morte può separare i corpi ma non spezza i legami più profondi.Il sindaco di Campodenno, Igor Portolan, ha voluto ricordare Guido con parole di sincero affetto. Ha parlato di un amico vero e leale, una persona squisita che ha saputo trasmettere passione e gioia di vivere. Ha sottolineato anche il suo amore per lo sport e la fede da tifoso della pallavolo. «Quest'anno - racconta il primo cittadino - sono stato con gli alpini a Biella vivendo momenti unici».
Oggi resta il silenzio di un'assenza difficile da colmare. I funerali si sono svolti alle ore 17 nella chiesa parrocchiale di Lover, dove la comunità potrà stringersi attorno alla famiglia Zanotti e accompagnare Guido nell'ultimo saluto. Sarà l'occasione per rendere omaggio a un uomo che ha saputo vivere l'essere alpino come scelta quotidiana di fratellanza, lealtà e amicizia.


