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SAN MICHELE ALL’ADIGE. Più di duecento persone mobilitate per testare la risposta del sistema di emergenza in caso di piena del fiume. L'esercitazione che si è svolta sabato 19 ottobre pomeriggio a San Michele all'Adige ha visto impegnati 160 operatori della Protezione civile trentina e 50 residenti nel ruolo di figuranti, in una delle più complesse simulazioni degli ultimi anni sul territorio provinciale.
L'iniziativa, inserita nel programma della Settimana della Protezione civile del Trentino, ha fatto da scenario al convegno dei Vigili del fuoco volontari del Distretto di Mezzolombardo e ha avuto un significato particolare per il Corpo locale, che celebra quest'anno il 140° anniversario dalla fondazione.
L'obiettivo della manovra era simulare diversi scenari di rischio idraulico e idrogeologico legati alla piena dell'Adige e all'innalzamento della falda freatica, fenomeni che in determinate condizioni critiche possono allagare gli scantinati nella parte meridionale dell'abitato.
"Queste esercitazioni sono fondamentali per testare sul campo la capacità di risposta del sistema di Protezione civile e per consolidare la collaborazione tra tutte le strutture operative", ha spiegato Stefano Fait, dirigente generale del Dipartimento protezione civile, foreste e fauna, presente durante le operazioni. "San Michele all'Adige ha dimostrato un'eccellente organizzazione e un forte spirito di comunità, elementi essenziali per affrontare in modo efficace eventuali emergenze reali", ha aggiunto.
Alla manovra hanno partecipato complessivamente 130 volontari tra Vigili del fuoco del Distretto di Mezzolombardo, Croce Rossa e Croce Bianca, affiancati da 30 operatori dei servizi provinciali, tra cui Bacini montani, Prevenzione rischi, Centro unificato emergenze, Servizio Foreste e Corpo forestale del Trentino.
Le criticità affrontate hanno spaziato dalle filtrazioni alla base degli argini, contrastate con la posa di coronelle di sacchi di sabbia, al rischio di erosione e cedimento del terreno saturo d'acqua, mitigato con la stesura di teli protettivi. Un altro scenario ha riguardato la gestione di accumuli di materiale legnoso in acqua, potenzialmente pericoloso per la stabilità dei ponti, mentre a valle del ponte della ferrovia Trento-Malé è stato simulato il sormonto dell'argine sul lato sinistro del fiume.
Momento cruciale dell'esercitazione è stata la simulazione dell'evacuazione preventiva di residenti della zona sud del paese, con cinquanta cittadini volontari che hanno interpretato diverse situazioni di fragilità, mettendo alla prova le capacità organizzative e di assistenza del sistema.
Durante le operazioni è stata attivata la Sala operativa per il servizio di piena presso il Dipartimento a Trento e il Centro operativo comunale nelle aule dell'Istituto agrario (Fondazione Mach), scelto per la sua posizione in quota e fuori dalla zona a rischio idraulico. Presenti il sindaco Alessandro Ziglio, l'ispettore distrettuale Umberto Meneghini e il comandante Denis Cuel.


