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LONA LASES. Sicuro di sé al punto di dire che domenica 25 febbraio non ci sarà bisogno di attendere la chiusura dei seggi per superare il quorum elettorale, il candidato sindaco Antonio Giacomelli usa tutto il fair play che la lunga esperienza da avvocato e amministratore di enti e società gli ha portato in dote per ribattere al Coordinamento Lavoro Porfido.
Il Clp (l'Adige di ieri) ha espresso molte riserve sulla lista "Lona Lases Bene Comune", accusando i candidati di non aver preso le distanze da quanto appurato durante l'inchiesta Perfido, che ha portato alla luce la presenza strutturata dell'ndrangheta in Trentino, e chiedendo loro di non accettare voti provenienti da persone a vario modo coinvolte nelle indagini. «Io - ribatte il candidato sindaco - ho messo la mia faccia e la mia storia in piazza. Non voglio far polemiche, ma credo che il messaggio che abbiamo mandato a tutti sia chiaro. Fin dall'inizio ho detto che le nostre parole d'ordine sono trasparenza e legalità. Confido nelle sentenze, gli unici atti che possono stabilire come sono andate le cose, ma la distanza da certe persone e fatti è stata presa eccome, tanto che ho detto pubblicamente che chi non crede nella legalità e nella trasparenza può anche restare a casa e non votare».
Ma cosa replica al Clp, quando dice che nella sua lista ci sono persone che hanno rivestito ruoli pubblici e hanno avuto direttamente, o indirettamente tramite parentele, interessi nel campo estrattivo?
«In un piccolo centro, non è possibile eliminare completamente le parentele e le dinamiche familiari. Ma io mi fido delle persone che mi appoggiano, credo nella loro buona fede e in quanto mi hanno raccontato del loro passato. Il Clp non ha partecipato alle riunioni, in cui abbiamo detto sempre quali sono i principi che ci muovono, ma io credo che nel medio periodo la loro energia potrà tornarci utile e potremo trovare anche una possibilità di collaborazione. Il riconoscimento nei confronti di chi opera nel Coordinamento è doveroso per la dedizione che ha dimostrato nella difesa dei lavoratori».
L’intervista completa in edicola con l’Adige


