PHOTO
LAVIS - Una folla commossa ha salutato negli scorsi giorni per l'ultima volta il dottor Lorenzo Lorenzoni, stimato e conosciuto medico del territorio venuto a mancare nella notte tra lunedì 29 e martedì 30 giugno. La chiesa parrocchiale di Lavis ha accolto le decine e decine di persone, tra cui anche il sindaco Luca Paolazzi, che nel corso degli anni hanno avuto modo di incontrare Lorenzoni, conoscerlo ed essere curate e curati da lui.
Un uomo di grande bontà, come è stato più volte ricordato dai familiari, una persona capace di strappare un sorriso anche nei momenti più difficili. Ed uno di questi lui stesso ha dovuto affrontarlo nel 1994, quando il primo giorno di luglio perse il proprio figlio Carlo. Quasi un segno del destino che Lorenzoni, a poche ore da quel tragico anniversario, lo abbia serenamente raggiunto.
«L'inchiostro si carica di emozioni, voci, suoni, profumi e silenzi increduli - ha detto la figlia Elisa, leggendo le righe scritte per salutare il padre. - Hai colorato una infinità di momenti con il tuo umorismo. Quanta grazia, per noi, poter ricordare che il tuo amore era incondizionato. Sei stato un padre tanto buono, dal quale non abbiamo mai dovuto temere una reazione severa o un giudizio. Un costante ed umile soffio di vento che prima ci ha protette, poi accompagnate nel cammino della nostra vita. Ed io sono ancora lì, ad aiutarti a portare la valigetta mentre vai a visitare i tuoi pazienti. Siamo e saremo sempre in un mondo tutto nostro e dove, a modo nostro, ci siamo amati».
Poi il ricordo, altrettanto commosso, dei nipoti. Per prima Emma: «Da oggi sono pronta a onorare la tua memoria. Mi hai sempre dato tanto affetto, cercando di strapparmi una risata anche nelle giornate no. Tutti i bei momenti vissuti vicini a te mi guideranno nel mio cammino e mi scalderanno durante i giorni di dolore».
Poi Davide, che per il nonno ha versato davvero tante lacrime: «Sei stato il nonno migliore che potessi avere. Come un secondo papà. Una volta mi hai detto che avresti voluto essere ricordato per la tua bontà e, oggi, ci sei riuscito. Eri tra le persone più importanti della mia vita. Condividevamo la passione per il calcio, sei stato il mio supereroe. Quando mi hanno detto che eri volato in cielo pensavo stessero scherzando. Non ho mai pianto così tanto». Infine, l'appello del giovane ai tanti presenti: «A tutti voi dico che i nonni sono il dono più bello».


