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VILLE DI GIOVO. "Forni per me non sei in cielo, ma sei nel mio (tuo) cuore". Con queste parole Lucia Ress, 65 anni di Ville di Giovo, in Valle di Cembra, a distanza di 9 anni dal trapianto di cuore eseguito dal dottor Alberto Forni, cardiochirurgo all'ospedale borgo Trento di Verona, ha voluto ricordare la sua prematura scomparsa.
Chi è stato il dottor Forni per lei?
Un angelo, mi ha ridato la vita. Ho avuto un repentino peggioramento della malattia e mio marito chiamò l'elisoccorso che mi portò all'ospedale di Trento. lo non ricordo un granché ma mi dissero che avrei avuto un'ora di vita se non fossero riusciti a stabilizzarmi, per fortuna iniziarono subito le contropulsazioni e tutti gli interventi necessari ma mi serviva un cuore nuovo. Una volta stabilizzata mi hanno portato in eliambulanza all'ospedale di Verona dove il dottor Forni era lì, pronto ad accogliermi. Fin da subito aggiornò i miei familiari della situazione non semplice lasciando però trasparire un lumicino di speranza: mi inseriva in lista per un futuro trapianto.
Dopo quanto tempo è arrivato il trapianto?
Dopo circa un mese, il 25 aprile del 2016, il dottor Forni entrò nella mia stanza a dirmi che c'era un cuore per me e che lo stesso giorno sarei stata operata. Mi ha colpito la sua attenzione, mi ha chiesto addirittura di chiedere ai miei familiari di raggiungermi perché avrebbe spiegato loro il da farsi. Fu lui stesso ad eseguire sia l'espianto che il trapianto, un lavoro non poco impegnativo di 12,5 ore. Il 25 aprile era già una data importante per me in quanto il giorno del mio anniversario di matrimonio ma dal 2016 è anche il giorno della mia rinascita.
Come è andato il decorso post-operatorio?
È stata dura, ho passato altri 4 mesi in ospedale ma il dottor Forni era sempre presente, mi ha lasciato una stanza con due letti così che potessero rimanere ad assistermi di notte a turno mio marito e mia figlia. Durante i mesi del mio ricovero si è creato un rapporto molto forte tra noi, a volte passava in stanza in borghese, evidentemente fuori orario di lavoro, solo per sapere come stessi. Un giorno mi disse: "Signora Ress, sarebbe disposta a fare una testimonianza sul suo trapianto ad un paziente che ha paura di affrontarlo?". Io rimasi attonita ma alla fine andai da questo signore e gli dissi che, se si arriva ad aver bisogno di un trapianto è l'unica cosa da fare. Vidi che stringeva in mano un rosario così gli dissi che avrei pregato per lui, affinché le lasciasse la scelta giusta. Il giorno dopo si operò.
Dove ha trovato la forza per affrontare l'intervento e la degenza?
Nella mia famiglia, ho la fortuna di avere una famiglia meravigliosa, mio marito e mia figlia mi sono stati sempre vicini, vederli in videochiamata mi ha dato la forza di affrontare tutto. Oggi mia nipote ha 19 anni e, dopo aver visto con i suoi occhi l’aiuto che ho ricevuto ha deciso di diventare donatrice di sangue.
Come è stato ritornare alla normalità?
Non è stato semplice, ho dovuto accettare di dover vivere con delle accortezze. Io e la mia famiglia amavamo lo sport e la montagna, ora andiamo al mare, A proposito di vivere con accortezze io non sono mai stata una paziente modello e il giorno in cui il dottor Forni si è sentito male io ero in ospedale per dei controlli così decisi di andarlo a trovare. In quel momento mi ha spiegato, anche nella sua condizione continuava a pensare agli altri, aveva paura che perdessero l'emme base dopo il trapianto. Sono 9 anni e che tutti i giorni ho un pensiero una preghiera per il dottor Forni e la sua squadra, che con la sua immensa umanità e ha accompagnato nel lungo percorso post-operatorio. Sono felice di avergli dimostrato la mia riconoscenza di aver potuto essere stata fortunata di poter essere sua paziente!


