MEZZOCORONA. Accade sovente - e ne siamo testimoni diretti in questi giorni, in Trentino, con riguardo ai milionari investimenti previsti per le Olimpiadi invernali del 2026 - che eventi sportivi di grande richiamo richiedano la realizzazione di interventi estremamente onerosi per la realizzazione o l'adeguamento di strutture. Per indorare la pillola al popolo, che certe spese fatica a comprenderle, si dice sempre che ciò che si andrà a realizzare rimarrà a disposizione della comunità che continuerà a beneficiarne anche dopo l'evento in senso stretto.

La storia insegna che il più delle volte ciò che rimane è tanto cemento e asfalto, "condito" da costi di gestione insostenibili dalle amministrazioni locali.

Fortunatamente non sempre è così. Un esempio virtuoso viene da Mezzocorona, dove dal 19 al 23 luglio scorsi, in un tratto del torrente Noce, si sono svolti i campionati del mondo master di pesca alla mosca. L' "eredità" lasciata da questa manifestazione è qualcosa di oggettivamente molto bello e utilizzabile a costo zero dagli abitanti non solo di Mezzocorona, ma di tutta la Piana Rotaliana e non solo.

Di cosa si tratta? Praticamente di un lido fluviale, che gli abitanti di Mezzocorona e Mezzolombardo hanno mostrato subito di apprezzare moltissimo nelle calde giornate della prima metà di agosto.

Ad illustrare la genesi del "Laghetto del sole" (così è stato battezzato) lungo la pista ciclabile che collega la borgata alla località Rocchetta, in sinistra Noce, è il sindaco di Mezzocorona, Mattia Hauser.«Diciamo che questa volta la necessità di un intervento tecnico sulle rive del Noce si è sposato alla sincera voglia di lasciare un qualcosa di bello alla comunità - spiega il primo cittadino -. L'intervento di sistemazione era a cura del Servizio bacini montani, in previsione dei mondiali di pesca alla mosca. Come amministrazione comunale ci è sembrato ragionevole far diventare questi lavori un'opportunità per creare lungo quel tratto di fiume, una sorta di ansa-laghetto con una sponda curata e fuibile».

Hauser è entusiasta del risultato ottenuto: «Se c'è una persona al cui va attribuita la gran parte dei meriti, questa è il tecnico dei Bacini montani Donatello Birsa - ci tiene a precisare -. Ci ha ascoltato con grande disponibilità e ha tradotto in pratica le nostre idee nel rispetto delle norme».

Il sindaco è ovviamente felice del positivo riscontro che la novità ha avuto nella popolazione, ma è conscio del rischio che un'area tanto bella, ma non soggetta - trovandosi un po' fuori mano - al controllo sociale la sera e la notte, possa diventare ricettacolo di situazioni poco simpatiche. «Il tema ce l'ho ben presente. E dirò di più - aggiunge Hauser -. Nelle intenzioni del Comune questo luogo non dovrà diventare nemmeno la meta di grigliate e raduni strani. Dovrà essere un'oasi di quiete dove potersi rilassare a contatto con la natura, da lasciare - come abbiamo scritto sul tabellone che accoglie i visitatori - nello stato in cui si è trovato. Per evitare il degrado, a breve sposteremo ulteriormente verso il ponte Posina la stanga che impedisce ai veicoli di arrivare al parco, consentendo di fatto l'accesso solo a chi arriva a piedi o in bici».