BRUSINO. Nel 1876 apre i battenti la "Fabbrica Armoniche Dallapè Mariano & Figlio" a Stradella, in provincia di Pavia, e inizia la produzione dello strumento il cui primo prototipo era stato ideato proprio da Mariano Dallapè nel 1871. Il percorso che ha portato Dallapè a questo e ad altri importanti traguardi, come il "Gran Prix d'Honneur" all'Expo di Parigi del '900, inizia però non nella cittadina lombarda, ma nel paese di Brusino, che domenica 9 agosto, in occasione dei 150 anni di armoniche Dallapè, ha celebrato l'anniversario con l'evento "Tra memoria e melodie".

Durante la serata dedicata all'inventore della fisarmonica si è esibito alle 20.30 il celebre musicista Gianluca Campi, mentre alle 21.30 il pubblico ha potuto assistere allo spettacolo "Anatomia di un'invenzione", un monologo di e con Davide Ferrari che, accompagnato dalla fisarmonica di Yuri Domenichella, ha guidato gli spettatori in un viaggio nella vita di Mariano Dallapè e in quella dello strumento da lui creato.

«È un personaggio che ha dato lustro sia a Brusino che a Stradella - racconta Fabio Dallapè, pronipote di Mariano Dallapè - Erano in 1000 a lavorare nella sua fabbrica e tutte le 46 aziende che si sono sviluppate nel paese vengono dalla nostra, a testimonianza della grande possibilità di lavoro che ha rappresentato l'opera di Mariano. Io faccio parte della terza generazione dell'azienda: nel 1928 infatti Mariano venne a mancare, e nello stesso anno morì anche suo figlio Onorato Amleto, ma per assicurarsi che l'impresa rimanesse all'interno della famiglia Mariano aveva chiamato diversi anni prima mio padre Giuseppe Dallapè dal Trentino, facendogli imparare a costruire le fisarmoniche e dandogli poi ruoli dirigenziali».

«Dal 1969 siamo subentrati io e i miei fratelli Amleto e Mariano e abbiamo proseguito con l'attività fino al 2010, quando abbiamo dovuto chiudere per mancanza di dipendenti. Cerco di portare avanti la conoscenza di Mariano Dallapè, perché non venga dimenticato e sarebbe bello se in futuro a Brusino venisse aperto un piccolo museo, per il quale noi siamo disponibili a fornire il materiale».

Nonostante il successo Dallapè rimase sempre legato al Trentino e a Brusino, arrivando a rifiutarsi di utilizzare la propria fabbrica per costruire armamenti durante la prima guerra mondiale, per evitare che potessero essere utilizzati contro i suoi famigliari, che ancora si trovavano in Trentino e quindi in territorio austriaco.

«È una persona che vorrei far conoscere anche ai ragazzi di oggi - prosegue Fabio Dallapè - perché quando lui ha iniziato la sua attività ha dovuto inventarsi tutto, anche per la gestione della fabbrica. Non si è mai dimenticato delle sue origini e si è sempre comportato con generosità: assumeva volentieri operai claudicanti, essendolo lui stesso, e chiamava tutti i suoi dipendenti "artisti operai"».

L'evento si è inserito nella "Sagra di San Rocco" di Brusino, conclusasi domenica scorsa.