PRESSANO. Ci sono dolori che nessuna parola può cancellare, ma che possono trasformarsi in un messaggio capace di raggiungere gli altri. È quello che ha scelto di fare Gioele Cobelli, che sui social ha ricordato la sorella Adele, morta a soli 14 anni lo scorso giugno a Pressano, in Trentino, dopo essere stata investita da un’auto mentre si allenava in bicicletta, una delle sue grandi passioni.

Gioele, anche lui giovane ciclista, ha realizzato un video sul tratto di strada in cui Adele ha perso la vita. Un luogo che conserva il ricordo di una tragedia, ma dal quale il fratello ha voluto lanciare un appello a tutti gli automobilisti: sulla strada non bisogna avere fretta, perché pochi secondi non possono valere più di una vita umana.

«Veloce. Chiudi gli occhi... Questi erano tre secondi. Tre secondi valgono veramente la vita di qualcun altro? Non penso proprio», dice nel filmato condiviso su Instagram. Parole semplici, dirette, che invitano a riflettere sulle conseguenze di comportamenti troppo spesso sottovalutati. «Sulla strada non servono fretta, distrazione o imprudenza. Serve consapevolezza. Perché nessun secondo guadagnato vale la vita di qualcun altro».

Il messaggio prosegue con una serie di domande che chiamano in causa chiunque si metta al volante. «Vale la vita di qualcun altro rischiare tutto per superare un ciclista, un’auto, un camion o un motorino e guadagnare pochi secondi? Vale la vita di qualcun altro correre oltre i limiti di velocità per arrivare un attimo prima? Vale la vita di qualcun altro abbassare lo sguardo per leggere una notifica sul telefono o sull’orologio?».

Gioele invita a non considerare gli incidenti stradali come qualcosa che riguarda sempre e soltanto gli altri. «Finché succede agli altri sembra sempre un errore lontano. Ma se quella vita spezzata fosse quella di una persona che ami?». È in questa domanda che si concentra il senso del suo appello: dietro ogni incidente ci sono persone, famiglie e affetti che possono essere spezzati per una distrazione, un sorpasso rischioso o la fretta di arrivare qualche istante prima.

Adele avrebbe compiuto 15 anni a dicembre. La bicicletta era una parte importante della sua vita e il ciclismo le aveva già regalato soddisfazioni significative. La giovane atleta militava nella Bike Movement Trentino Erbe e si era specializzata nelle discipline off-road. Nel maggio scorso aveva conquistato il terzo posto tra le Allieve del primo anno in una gara nazionale del circuito «Tutta l’Italia Xco», disputata a Torreano, in provincia di Udine. Nel 2025 era diventata campionessa provinciale nella categoria Esordienti.

Una giovane promessa, con la passione per lo sport e ancora tanti traguardi davanti a sé. La sua vita si è fermata lo scorso giugno, mentre faceva ciò che amava: pedalare e allenarsi.

Oggi è il fratello a portare avanti il suo ricordo, scegliendo di trasformare il dolore in una richiesta di responsabilità. Il suo video non restituisce Adele alla famiglia e agli amici, ma può contribuire a far arrivare il suo messaggio a chi ogni giorno percorre le strade in auto, in moto o in bicicletta.

«Nessun secondo guadagnato vale la vita di qualcun altro»: è il richiamo di Gioele, perché la tragedia che ha portato via Adele non si ripeta e perché nessun'altra famiglia debba conoscere lo stesso dolore.