PHOTO
TERRE D'ADIGE. A Nave San Rocco si è chiusa il 30 giugno un pezzo di storia quotidiana. Dopo 33 anni di attività, Giuliano Caset e la moglie Miriam hanno abbassato per l'ultima volta la serranda del Bazar Nave, il tabacchino del paese diventato negli anni un punto di riferimento per l'intera comunità. Un luogo di passaggio e, allo stesso tempo, di incontro.
Bastava una battuta, una rivista, un pacchetto di sigarette o una ricarica telefonica per sentirsi accolti, riconosciuti, parte di qualcosa. Il Bazar Nave è una di quelle botteghe tipiche dei piccoli borghi, intrise di umanità autentica, memoria storica e relazioni vere. Gli sguardi che si incrociano al mattino presto, la frase che fa partire la giornata, il breve confronto, magari la condivisione di una preoccupazione prima di una visita, o la gioia di un traguardo raggiunto. È vita reale, vissuta e condivisa a bassa voce, con naturalezza.
«Abbiamo sempre cercato di offrire non solo servizi, ma anche ascolto, presenza, attenzione. Il nostro modo di dire grazie era esserci ogni giorno» racconta Giuliano, con la sobrietà e il calore che l'hanno sempre contraddistinto dietro al bancone. L'attività era cominciata nel 1991, in uno dei locali più frequentati del paese. Negli anni, quel piccolo spazio si era trasformato in qualcosa di molto più profondo di un esercizio commerciale.
«Il rapporto con i clienti è stato la parte più bella - continua Caset - abbiamo visto crescere i bambini, accompagnato i nonni, condiviso momenti allegri e altri più difficili. Ogni volto, ogni saluto ha lasciato qualcosa». A raccontarlo oggi, " el tabachin" sembra davvero un'estensione della piazza, un luogo in cui la comunità si specchiava ogni giorno, tra abitudini, confidenze e fiducia reciproca. Nel loro messaggio di commiato, affisso all'ingresso, Giuliano e Miriam hanno voluto ringraziare tutte le persone che hanno fatto parte di questo lungo cammino.
«Se ogni mattina abbiamo continuato ad alzare la serranda, lo dobbiamo soprattutto a voi. Abbiamo cercato di esserci con costanza e semplicità, offrendo quei piccoli-grandi servizi con dedizione e, soprattutto, con il cuore».
La chiusura del tabacchino lascia in eredità molto più di un'insegna spenta. Resta un intreccio di relazioni costruite nel tempo, di abitudini condivise, di rispetto reciproco. Resta soprattutto un esempio concreto di cosa significhi lavorare nel commercio con spirito di servizio e cura delle persone.
«Adesso sentiamo che è arrivato il momento di rallentare un po', di prenderci del tempo per noi, per le passioni messe in pausa» chiosa Caset. Un passo vissuto senza clamore, come nello stile di sempre, ma con la consapevolezza di aver dato tanto e ricevuto ancora di più.
Chi attraverserà Nave San Rocco e vedrà quella serranda abbassata scoprirà molto più di un negozio chiuso. Incontrerà un pezzo di identità collettiva. Un luogo che ha accompagnato generazioni.


