La storia

Un braccialetto per i ragazzi autistici: inventato da Manuel Tomasi per il figlio con disturbi

"Sentinel-bio" è un dispositivo indossabile pensato per la sicurezza e il monitoraggio emotivo delle persone con autismo. Un algoritmo interpreta lo stato  emotivo di chi lo indossa

di Viviana Brugnara

GIOVO. Non nasce in un laboratorio né in un centro di ricerca tecnologica, ma dall'esperienza quotidiana di un padre e dallo sguardo attento verso il proprio figlio. "Sentinel-bio" è un dispositivo indossabile pensato per la sicurezza e il monitoraggio emotivo delle persone con autismo e rappresenta l'esito di un lungo percorso personale intrapreso da Manuel Tomasi, papà di Marco, un ragazzo con spettro autistico.

L'idea ha preso forma tra i vigneti della Val di Cembra, dove la necessità di permettere a Marco di vivere la libertà della campagna che lo fa stare bene, senza il rischio di trovarsi solo nei momenti di difficoltà emotiva, ha spinto papà Manuel a immaginare un "guardiano silenzioso", capace di accompagnarlo e proteggerlo senza limitarne l'autonomia.

Da questa esigenza concreta è nato un progetto tecnologico che oggi ha raggiunto una fase decisiva: l'avvio della brevettazione e della produzione di Sentinel-Bio.

Tomasi racconta che tutto il lavoro è stato condotto interamente a titolo personale, come una vera e propria opera dell'ingegno maturata nel tempo e guidata dalla responsabilità di trovare una risposta reale ai bisogni del figlio.

Proprio per questo ha scelto di donare integralmente il brevetto alla Fondazione Trentina per l'Autismo Onlus, che ha collaborato alla realizzazione grazie al supporto del presidente Giovanni Coletti, affinché questa tecnologia possa diventare un bene comune e non resti patrimonio di un singolo.Il prodotto è stato progettato per offrire sicurezza concreta e immediata alle persone con autismo e a chi si prende cura di loro e concretamente si tratta di un braccialetto che funziona in totale autonomia, senza dipendere da smartphone o altri dispositivi esterni, garantendo così un monitoraggio costante.

Attraverso l'analisi di parametri biometrici integra un algoritmo capace di interpretare lo stato emotivo dell'utente, segnalando tempestivamente ai caregiver eventuali picchi di stress o agitazione, mentre il sistema di comunicazione permette di attivare rapidamente soccorsi o interventi quando necessario. L'obiettivo non è soltanto quello di controllare, ma di creare un equilibrio tra sicurezza e libertà, permettendo alle persone con autismo di vivere gli spazi e le esperienze quotidiane con maggiore serenità.

«Chi conosce la val di Cembra - spiega Manuel Tomasi - sa cos'è la viticoltura eroica: è la sfida dell'uomo che coltiva bellezza laddove la natura sembrava porre solo limiti. La vita con l'autismo richiede la stessa identica tempra. Per me, l'autismo non è un silenzio vuoto, ma un mondo che vibra a una frequenza diversa. Mio figlio è come la nostra vite: cresce dove il terreno è difficile e proprio per questo la bellezza che esprime ha un valore inestimabile. Non chiede di essere "normale", chiede di essere protetto mentre sfida la sua pendenza».

In questa prospettiva, Sentinel-bio non è semplicemente un dispositivo tecnologico ma il risultato di una relazione, di un'osservazione paziente e di un desiderio di protezione che ha trovato una soluzione concreta.

Come sottolinea lo stesso Tomasi, in agricoltura nessuna pianta è identica all'altra e proprio questa diversità contribuisce all'armonia del paesaggio; allo stesso modo l'autismo rappresenta una forma diversa di esistenza che merita strumenti capaci di accompagnarla e sostenerla.

Donare il brevetto alla Fondazione e vedere oggi il progetto entrare nella fase produttiva significa trasformare un bisogno personale in un'opportunità collettiva, tessendo un nuovo ponte tra fragilità e futuro e dimostrando che la vera innovazione, spesso, nasce semplicemente dall'amore che ha trovato una soluzione tecnica. 

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