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Sulla ciclabile del Bik Break a S.Michele

segnaletica che si autoillumina

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Come le stelle, gli 800 metri di pista ciclabile che dopo S.Michele all’Adige collegano il ponte della Cacciatora al bicigrill Bike Break in località Masetto, da venerdì 22 settembre brilleranno di luce propria. Come? Sfruttando una felicissima intuizione - tradotta poi in soluzione pratica - da un gruppo di progettazione organizzato di Acropoli, giovane associazione studentesca nata nell’autunno del 2016 da alcuni studenti di ingegneria edile - architettura di Trento con l’intento di promuovere le discipline che gravitano attorno all’architettura e all’ingegneria.
Per spiegare di cosa si tratta, occorre in premessa dire che motore primo di ciò che si andrà ad inaugurare, è stato Emilio Pedron, titolare del Bike Break imprenditore a cui non fa certo difetto il pensare in prospettiva. «E’ stato lui a contattarci per provare ad elaborare un sistema in grado di illuminare anche dopo il tramonto il tratto di ciclabile senza ricorrere alla corrente elettrica - spiega Giacomo Codroico, membro di Acropoli -. Una sfida intrigante, che abbiamo raccolto iniziando a sperimentare possibili soluzioni». 
Prova che ti riprova, gli aspiranti ingegneri sembra davvero siano riusciti a centrare l’obiettivo. 
«Vernice fotoluminescente e visione in prospettiva sono i due pilastri della nostra proposta - focalizza Codroico -. La vernice in questione ha il potere di “catturare” i fotoni (praticamente la luce) di giorno, per poi rilasciarli nelle successive 8-10 ore. Il progetto ha inoltre il compito di comunicare più messaggi attraverso una segnaletica, disegni e loghi rappresentati su pali a sezione quadrata. Questi elementi sono raggruppati e disposti linearmente lungo alcuni tratti della pista ciclabile ed essendo ruotati di 45 gradi rispetto al verso di percorrenza, rendono percepibile e visibile in prospettiva il messaggio grafico in entrambe le direzioni di marcia, sia di giorno che di notte». 
L’idea affascina per semplicità, efficacia e sostenibilità: «Il costo a chilometro di un’illuminazione di questo genere, in grado di assolvere sia a finalità di segnaletica stradale che commerciale o di promozione del territorio, è pari a circa un ottavo rispetto ad un impianto elettrico tradizionale di illuminazione, con l’ulteriore vantaggio di non avere ulteriori costi di alimentazione, se non una mano di vernice da applicare sugli elementi ogni 4 anni».
Questo prototipo di illuminazione per le ciclabili annovera fra i pregi ha anche l’estrema facilità di installazione.
Le notevoli potenzialità di questo sistema non sono sfuggite a Trentino Marketing che ha già messo gli occhi sul lavoro dei brillanti aspiranti ingegneri di Acropoli, considerandolo un ottimo “veicolo” (efficace e sostenibile dal punto di vista ambientale) per promuovere il territorio sulla ricca rete di piste ciclabili che può vantare la nostra provincia.

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