Piazzole, isolati nel bosco dopo le piogge e la frana

di Laura Galassi

Da giovedì scorso i 19 abitanti di Piazzole vanno a fare la spesa con la carriola, raggiungono lo scuolabus con gli stivali di gomma e si fanno portare l'acqua in bottiglia dai pompieri. Da quando la strada comunale che collega la frazione alla provinciale è franata, a causa del maltempo, giovedì scorso, la vita quotidiana dei residenti della minuscola e curata frazione di Lona-Lases è cambiata.

 

Nessuno sconvolgimento epocale, ma ogni attività al di fuori del pugno di case è diventata più complicata, perché tra la principale via di comunicazione e le abitazioni ci sono 500 metri da percorrere in salita e nel fango.
In generale tutta la valle di Cembra ha subìto il contraccolpo delle straordinarie precipitazioni degli ultimi giorni: una vera emergenza, tra Giovo e Grumes sono stati una quarantina gli interventi di vigili del fuoco e operai comunali per mettere in sicurezza pendii e muri a secco, ancora oggi il fronte è instabile e l'allerta in previsione di ulteriori piogge rimane alta.


I disagi più grossi però li stanno vivendo gli abitanti di Piazzole, che per altre due settimane dovranno fare i conti con la chiusura della strada comunale. Già il giorno dopo il cedimento gli operai erano al lavoro con i carotaggi; sabato le auto dei residenti sono state verricellate attraverso il bosco fino alla provinciale, ma per ripristinare la carreggiata ci vorranno ancora parecchi giorni.
Nel frattempo la vita nella frazione a sbalzo sull'Avisio ha subito inevitabilmente dei piccoli scossoni.

 

Frana sulla strada per Piazzole, frazione di Lona Lases

 

La mattina presto i sei che devono andare a scuola, con gli occhi ancora assonnati, indossano gli stivali di gomma e, mano nella mano con i genitori, percorrono la ripida mulattiera che è diventato l'unico collegamento con la Sp71.

Quella che era la vecchia strada, con il fango che arriva fino alle caviglie, diventa scivolosa, ma i piccoli affrontano il terreno accidentato come fosse un'avventura. Poi, arrivati sulla strada, si tolgono i gambali e aspettano la corriera. Per rendere più agevole la loro scarpinata quotidiana, oggi il Comune farà installare una casetta in legno dove gli scolari potranno cambiarsi e attendere lo scuolabus al coperto.


«Nel fronte franato sono stati già messi i pali per le fondamenta. Una cosa simile non era mai successa, ma ci stiamo dando molto da fare per riaprire il tracciato il prima possibile», assicura il sindaco di Lona-Lases, Marco Casagranda. «È ovvio che qualche disagio lo stiamo vivendo, ma poteva andarci molto peggio. Io, ad esempio, l'ho scampata per un pelo: sono passato sulla comunale in auto dieci minuti prima che crollasse tutto», racconta Gianluca.


Anche gli adulti, per raggiungere il posto di lavoro, sono costretti ad attraversare il bosco e per riempire la dispensa devono trasportare le provviste con la carriola lungo il sentiero scosceso. «In qualche modo tiriamo avanti. L'amministrazione ci è stata accanto e ci sentiamo molto coccolati dai pompieri. Anche mia madre Cornelia, che è anziana, si sente più sicura da quando sa che c'è un piano in caso di emergenze», spiega Lorena. Con il fuoristrada, infatti, i vigili del fuoco assicurano il pronto intervento in ogni momento, così i nonni del paese non hanno dovuto abbandonare le case. «Per chi non ha più le gambe buone, fare la salita è un'impresa. Per questo limito ogni attività che non sia indispensabile», testimonia Silvano.
La notte il percorso tra gli alberi non è illuminato: gli abitanti di Piazzole affrontano l'escursione con le torce, ma in linea di massima, col buio, si cerca di rimanere a casa. «L'inconveniente della strada ha rafforzato il senso di comunità. I vicini si aiutano, i giovani sostengono i più anziani», conclude il sindaco.

 

IL VIDEO

 

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