SANT’ANTONIO DI MAVIGNOLA. Tre associazioni ambientaliste – Bearsandothers ODV, Ledro Inselberg APS e Rotte Inverse APS – hanno depositato in Procura a Trento una denuncia relativa a presunti sversamenti di letame e liquami che, secondo quanto ricostruito dalle stesse associazioni, da oltre quattro anni interesserebbero l’area del fiume Sarca. Nel documento, corredato da immagini e video, le associazioni chiedono di accertare eventuali responsabilità sia dell’azienda indicata come origine degli sversamenti sia di amministratori locali, chiamati in causa per presunta inerzia nel tempo.

Secondo quanto riportato nel comunicato, la denuncia riguarda “gli sversamenti di letame e liquami che, da oltre quattro anni, si riversano nel fiume Sarca” e una situazione che, sempre stando alle associazioni, sarebbe stata “ben nota nella zona”. Le firmatarie sostengono che finora la vicenda sarebbe passata “nell’indifferenza generale” e chiedono che la magistratura verifichi se vi siano state omissioni nei controlli e negli interventi, anche da parte delle istituzioni competenti.

Nel testo vengono riportate anche dichiarazioni dirette dei rappresentanti delle associazioni. Bearsandothers afferma: “Da anni seguiamo la vicenda e portiamo in evidenza questa situazione; da anni constatiamo che ci sono persone che possono agire impunemente inquinando il Trentino; forse è giunta l’ora di dire basta e far aprire gli occhi anche agli amministratori pubblici che fanno finta di non vedere, ma sanno benissimo di cosa si tratta!”. Ledro Inselberg aggiunge: “I cittadini e le associazioni ambientaliste sono le sentinelle dell'ambiente. Le istituzioni hanno il compito di agire per la rimozione degli inquinamenti.”.

Rotte Inverse, infine, ricorda le attività svolte sul territorio e sottolinea: “Da anni la nostra associazione si batte in modo continuativo e volontario per la tutela del fiume Sarca, attraverso attività di pulizia, sensibilizzazione e collaborazione con le amministrazioni locali. (…) Proprio per questo riteniamo inaccettabili e intollerabili condotte di inquinamento reiterate nel tempo, già oggetto di sanzioni, che violano le normative ambientali e compromettono un bene comune essenziale quale l’acqua.” Le associazioni spiegano di voler proseguire l’azione “con determinazione” affinché le condotte contestate cessino e vengano accertate tutte le responsabilità.