RONCONE. Agli arresti domiciliari dal giorno della rapina alla farmacia Covi di Roncone, lo scorso 27 agosto scorso, l'imputato - un diciottenne residente a Bagolino - ha patteggiato una pena di 3 anni e 4 mesi. Per il complice, un ragazzo di appena 16 anni riconosciuto come il soggetto entrato nell'attività pistola in pugno, è in corso un procedimento davanti al tribunale dei minori di Trento.

Dalla farmacia non venne portato via solo l'incasso: il baby rapinatore aveva preteso che il suo zaino fosse riempito di ansiolitici. Davanti al giudice dell'udienza preliminare Gianmarco Giua si è chiuso il procedimento che ha riguardato il maggiore dei due complici, accusato di rapina in concorso con le aggravanti del fatto commesso assieme ad un minore, con l'uso di un'arma e in danno di chi esercita una professione sanitaria.

«Il patteggiamento non è una ammissione di colpa - spiega l'avvocata Francesca Staurenghi del foro di Brescia - Il mio assistito, che ha risarcito le farmaciste per quanto era nella sua disponibilità, è rimasto coinvolto in questa vicenda inconsapevolmente, solo perché ha dato un passaggio con la sua moto all'amico che di fatto è l'esecutore materiale della rapina. Nei prossimi giorni presenteremo istanza sulla misura, chiedendo la revoca dei domiciliari e la possibilità di lavorare».

Il diciottenne era stato identificato poco dopo la rapina, avvenuta alle 12.20 circa, non appena i carabinieri avevano visionato le immagini delle telecamere presenti lungo le vie di Roncone e la statale del Caffaro: era sua infatti la moto da cross rossa parcheggiata nei pressi della farmacia.

Stando alla ricostruzione dei fatti, il diciottenne era sempre rimasto vicino alla moto e, all'arrivo dell'amico, lo aveva caricato sul mezzo e si era diretto verso casa. Non avrebbe saputo - così si è difeso - che il sedicenne aveva appena commesso una rapina e che nello zaino nascondeva il bottino: 1.400 euro in contanti e confezioni di Xanax, Tavor e di altri ansiolitici del valore complessivo di 1.320 euro. I carabinieri lo avevano raggiunto nella sua abitazione, a Bagolino, nel pomeriggio.

Solamente in serata, invece, era stato individuato il complice sedicenne: poco dopo le 22 era stato bloccato mentre cercava di lasciare il centro abitato di Storo percorrendo un sentiero che conduce alla chiesetta di San Lorenzo, in località Bes. Aveva con sé parte del bottino, ma non l'arma che aveva utilizzato per minacciare. Come ricostruito, era entrato nella farmacia con il passamontagna sul volto e la pistola in pugno.

«Facciamo il metodo musulmano» aveva detto alle farmaciste, le sorelle Elena e Fabiana Mabellini, costituite parte civile. «Chiudete la porta e datemi tutti i soldi che avete» aveva poi aggiunto, puntando contro di loro l'arma. Il sedicenne nell'ottobre scorso era stato raggiunto da ordinanza di custodia cautelare e portato in una comunità minorile fuori regione: un mese dopo il "colpo" alla farmacia di Roncone si era reso responsabile assieme ad un complice di ben due rapine, avvenute a Trento ai danni di coetanei e commesse con l'uso di spray urticante.