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VALLE DEL CHIESE. C’è un giorno all’anno in cui i campanacci risuonano tra i pascoli, le mucche indossano ghirlande di fiori e la montagna torna a raccontare la sua storia più autentica: è il giorno della Desmalgada, la grande festa d’alpeggio che anche quest’anno ha animato l’Altopiano di Boniprati, nel cuore della Valle del Chiese.
Domenica 14 settembre 2025, tra sapori, tradizioni e natura, si è celebrato il ritorno del bestiame dalle malghe: un rituale antico che si è trasformato in festa popolare e spettacolo.
La Desmalgada non è solo una sfilata di animali bardati a festa: è un tuffo nella vita rurale di montagna, con i suoi gesti autentici, i mestieri di un tempo e un’atmosfera genuina che ogni anno richiama migliaia di persone.
L’edizione appena conclusa ha visto coinvolti oltre 200 figuranti tra persone e animali, dando vita a una grande rappresentazione collettiva fatta di volti, storie, costumi, musica e tradizioni.
Si è partiti la mattina con “Storie e vicissitudini del secolo passato”, un’escursione guidata tra boschi e sentieri della Grande Guerra, per riscoprire un territorio ricco di memoria.
Poi, tra pascoli e malghe, ha preso vita la festa vera e propria. Le bande locali hanno accompagnato la tradizionale sfilata del bestiame, tra mucche, capre e cavalli bardati a festa, in un’atmosfera vivace e coinvolgente.
I bambini si sono improvvisati piccoli casari nella Caserada, un laboratorio pratico dove imparare a fare il formaggio, da portare poi a casa con orgoglio.
Adulti e ragazzi si sono divertiti insieme con “Un, due, tre… Stalla!”, giochi a squadre tra balle di fieno, corse nei prati e sfide ispirate alla vita di malga.
Un tempo cuore dell’attività d’alpeggio, oggi Boniprati mantiene vive le sue antiche malghe, tutte ancora in attività e al centro di un progetto di valorizzazione che guarda al futuro.
«La Desmalgada nasce da una collaborazione concreta tra le cinque malghe dell’altopiano – Malga Baite, Malga Table, Malga Clef, Malga Clevet e Malga Clebà – che, pur essendo realtà distinte, collaborano ogni giorno per il benessere di tutto il comparto e del territorio», spiega Paolo Franceschetti, vicesindaco di Pieve di Bono-Prezzo e organizzatore della manifestazione.
«Questo evento è il risultato del lavoro di squadra tra allevatori, associazioni e istituzioni locali, e porta l’attenzione su un modello di montagna vissuta e condivisa, dove ognuno fa la sua parte».
Un segnale importante è arrivato anche sul fronte del recupero delle strutture storiche:
«Grazie a un contributo della Provincia Autonoma di Trento – aggiunge Franceschetti – è prevista per la prossima stagione d’alpeggio la sistemazione di Malga Tablà, che al momento è l’unica a non essere ancora stata ristrutturata. Si tratta di un intervento fondamentale per rafforzare ulteriormente la rete delle malghe dell’altopiano e continuare a preservare la vitalità economica e culturale di questi luoghi».



