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PINZOLO. «Siamo tutti sgomenti». Il sindaco Michele Cereghini riassume così il dolore che ha colpito Pinzolo per l'improvvisa scomparsa di Tomaso Bruti, medico di base molto conosciuto in tutta la zona. Aveva 63 anni e lascia la moglie Carmen e le figlie Camilla e Carlotta.
Il dramma si è consumato venerdì sera sopra Carisolo. Terminata la giornata di lavoro, Bruti aveva deciso di salire verso malga Serodoli assieme all'amico Alberto Mosca. Attorno alle 21.30, mentre i due percorrevano il sentiero, il medico è stato colpito da un arresto cardiaco.
L'amico ha dato immediatamente l'allarme e ha tentato di rianimarlo. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco volontari di Pinzolo e Carisolo, il Soccorso alpino e l'elicottero sanitario. Ogni tentativo di salvargli la vita si è però rivelato inutile: il cuore del medico non ha più ripreso a battere.
La notizia ha provocato profondo cordoglio in tutta la comunità. Bruti non era soltanto un medico molto apprezzato, ma una persona fortemente legata al territorio. Suo padre, Pio Bruti, era stato a lungo sindaco di Pinzolo e medico condotto. Tomaso aveva proseguito quella tradizione di servizio, impegnandosi anche nel volontariato e nella vita pubblica.
Era stato infatti medico dei vigili del fuoco volontari, aveva collaborato con il Soccorso alpino ed era stato presidente della sezione locale della Sat negli anni Novanta. Aveva inoltre ricoperto l'incarico di assessore comunale durante l'amministrazione guidata da William Bonomi, per poi partecipare anche alle liste di Michele Cereghini.
«Era un personaggio sempre disponibile a mettersi in gioco per la comunità», ricorda Cereghini, che con Bruti aveva anche un rapporto personale: «A Tomaso mi legava l'amicizia, e poi era il mio medico di base. Una persona che si era spesa per la sua comunità. Siamo vicini alla moglie, alle figlie e a tutti i familiari».
Commosso anche Antonio Caola, responsabile dei volontari del soccorso infermi di Pinzolo: «Una grande perdita. Una persona con la passione per il proprio territorio». William Bonomi ne ricorda invece soprattutto l'umanità nel rapporto con i pazienti: «Per me era soprattutto un amico. Come medico aveva una sensibilità e una delicatezza con la gente che mi hanno sempre colpito».
Parole di dolore arrivano anche da don Ivan Maffeis, vescovo di Perugia e coetaneo di Bruti. Il religioso ricorda un rapporto profondo mantenuto negli anni e sottolinea soprattutto la passione del medico per i malati, gli anziani e le persone più fragili. Maffeis ha ricordato anche il difficile periodo della malattia affrontata da Bruti quasi vent'anni fa e il trapianto di midollo reso possibile dalla donazione del fratello.
Scosso Luigi Maturi, comandante dei vigili del fuoco volontari del Trentino: «Era pompiere, ma prima di tutto era un amico, schietto, sincero. Era nel nostro gruppo di amici da lunga data, sempre disponibile per gli altri».
La partecipazione della comunità si è vista anche nella decisione della Pro Loco e del Comitato organizzatore di annullare il “Giovenche Music Fest”, previsto nel capannone vicino alla cappella mortuaria. Numerose persone hanno raggiunto la camera ardente per portare l'ultimo saluto al medico.
L'ultimo abbraccio della comunità sarà domani alle 17, quando nella chiesa arcipretale di Pinzolo saranno celebrati i funerali di Tomaso Bruti.


