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TIONE. Non ci è concesso di scegliere il luogo in cui nascere, è cosa ovvia. Tutto il resto viene di conseguenza. Il resto è storia di ogni persona, chiara o scura a seconda del luogo. E ci sono storie difficili da raccontare: destini che paiono segnati fin dal primo giorno. A meno che...Polina non ha scelto di nascere in Bielorussia, là dove il veleno invisibile fuggito dalla centrale nucleare di Chernobyl ha seminato tragedie indicibili. Polina è nata nel 2005 senza una gamba e senza un braccio e una mano. Fu abbandonata in orfanotrofio, dove avvenne l'incontro che le avrebbe cambiato la vita.
A Tione era nata l'Associazione "Mani unite", che iniziò fra l'altro ad aiutare le vittime di Chernobyl. Nel 2008 Polina fu fatta venire in Italia e fu accompagnata a Budrio, in un centro specializzato. Qui entra in ballo l'incontro di Franco Paissan con Alex Zanardi, due abituati a dare del tu al coraggio. E pure ad un pizzico di incoscienza. Fu così che Franco cercò Alex per chiedere una mano per Polina. E fu così che Alex intervenne. La bambina cresceva e veniva periodicamente a Tione, da dove Franco e i volontari di "Mani Unite" la portavano a Budrio per le varie operazioni cui veniva sottoposta.
Oggi, purtroppo, non ci sono più né Franco né Alex: il loro viaggio si è interrotto. Polina viene ancora in Italia perché ha bisogno di controlli. Da otto anni è stata adottata da una famiglia bielorussa: studia all'università e dipinge. Si è allontanato il tempo in cui si temeva per il suo futuro, che pareva segnato dall'orfanotrofio.
Oggi esterna la sua gratitudine verso Alex Zanardi con una lettera struggente. “Caro Alex, sono Polina e ho saputo che te ne sei andato con il tuo solito modo di fare, quasi in silenzio, sicuramente con il tuo sorriso che ti faceva entrare nelle persone, con dolcezza e per sempre, e quegli occhi lampeggianti che si stampavano nella memoria di chiunque ti incontrava. Così è successo a me, allora bambina, vicina ad un uomo così importante eppure per niente intimorita perché anche tu, come me, camminavi con la stessa incertezza ma con la stessa voglia di conoscere quanto la vita può essere bella se si ha coraggio, quello di tenere ogni mano stretta a quella degli amici”.
”E quel giorno che ti ho incontrato avevo proprio la sensazione di essere con due grandi Amici, tu che mi hai fatto sentire che il futuro esisteva, e buona parte me lo regalavi, e Franco Paissan, quello che non aveva paura di niente e che mi aveva portato fuori all'improvviso da un mondo lontano dalla vita reale, e che senza di lui non avrei mai conosciuto perché in Bielorussia non sarebbe stato possibile per una bimba senza genitori, senza mezza gamba e mezzo braccio e con un solo dito nell'altro”.
”Non mi hai dato solo la possibilità di avere una vera gamba con cui muovermi, mi hai dato il tuo amore, e questo, per chi è rimasto fino a 4 anni senza conoscerlo, si è sommato a quello di Franco e degli amici di Mani Unite di Tione. Mi sono sentita leggera e sollevata fino al cielo. Ho conosciuto grazie a te tanti altri amici del tuo gruppo di "Bimbi in Gamba" di Budrio, che in questi anni mi hanno seguito con affetto, simpatia e solidarietà. Non riesco a pensare che non ci sei, preferisco pensare ancora a te e Franco che vi siete incontrati e che parlerete delle passioni che vi univano. E magari parlerete un po' di me, spero orgogliosi di quello che sto studiando e facendo, ancora con la leggerezza che mi porta col pensiero al cielo, per stringerci vicini. Grazie grande amico Alex”.
Firmato "Polina".


