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BLEGGIO SUPERIORE. Contratto della nuova direttrice ancora non sottoscritto, dubbi su chi stia esercitando formalmente le funzioni di vertice e indiscrezioni su una possibile consulenza affidata al direttore appena andato in pensione. È il quadro sul quale la consigliera provinciale del Pd Francesca Parolari chiede alla Giunta provinciale di fare chiarezza con un’interrogazione dedicata alla situazione dell’Apsp Giudicarie Esteriori.
Con una delibera del 24 giugno scorso, il consiglio di amministrazione aveva affidato l’incarico di direttrice a tempo determinato a Luisa Zappini, prevedendo la decorrenza dal primo settembre, subordinata però all’esito positivo delle verifiche sui requisiti. Nel frattempo il precedente direttore, Paolo Schönsberg, è andato in pensione dal 31 agosto. Secondo quanto riportato nell’interrogazione, tuttavia, il contratto della nuova responsabile non sarebbe ancora stato formalmente firmato.
Parolari chiede quindi di conoscere le ragioni del mancato perfezionamento dell’incarico e l’esito delle verifiche amministrative. Ma soprattutto domanda alla Provincia chi, dal primo settembre, stia esercitando le funzioni formali di direttore e garantendo la legale rappresentanza dell’ente.
Un altro punto riguarda la presenza di Zappini nella sede dell’Apsp. La consigliera riferisce di segnalazioni secondo cui la direttrice designata starebbe già frequentando gli uffici e fornendo indicazioni gestionali. Per questo chiede alla Giunta di precisare a quale titolo formale ciò avverrebbe, qualora venga confermata la mancata sottoscrizione del contratto.
Infine c’è il capitolo relativo a Schönsberg. Nell’interrogazione vengono richiamate indiscrezioni su un possibile incarico di consulenza all’ex direttore per seguire i lavori di ristrutturazione della struttura. Parolari domanda se l’ipotesi trovi conferma e, in caso affermativo, quali siano le motivazioni dell'affidamento, il compenso previsto e la sua compatibilità con le norme che disciplinano gli incarichi a personale in quiescenza.
La consigliera sollecita dunque un chiarimento della Provincia autonoma di Trento, chiamata a esercitare le proprie funzioni di vigilanza sul regolare funzionamento degli enti socio-assistenziali.


