PHOTO
PRASO. Se n'è andato all'età di 90 anni Adolfo Bomè, figura conosciuta e stimata sia per la sua attività artigianale e imprenditoriale sia per il suo grande talento artistico. Originario di Praso, Bomè ha fatto del legno la sua vita. Fin da giovanissimo aveva iniziato a lavorare nella bottega di paese di famiglia, fondata dal padre Pietro. Negli anni Cinquanta, appena ventenne, ne aveva assunto la guida, trasformandola in un punto di riferimento per la falegnameria locale.
Negli anni Settanta, con lo sviluppo dell'attività, la ditta si trasferì a Lardaro in un nuovo e ampio capannone, per rispondere alle crescenti richieste del mercato. La passione per il lavoro e la dedizione alla famiglia portarono Bomè a trasmettere il mestiere alle nuove generazioni: negli anni Novanta e Duemila entrarono in azienda le figlie Susi e Sabrina, seguite successivamente dal fratello Ivano.
Nel 2013, dopo decenni di impegno, Adolfo si ritirò in pensione, lasciando l'azienda - oggi con sede a Tione di Trento - nelle mani dei figli. Adolfo era conosciuto anche come artista del legno, capace di "leggerlo" e farlo "suonare".
La sua passione per i violini nacque a soli 16 anni. Non si limitò a suonarli: imparò a costruirli, avvicinandosi a quell'arte minuziosa che è la liuteria. I primi tentativi di creare questo elegante strumento risalgono agli anni del servizio militare, attorno al 1957. Ma fu solo dopo la pensione che la sua vocazione divenne un'attività costante. Nella sua officina, circondato da trucioli e profumo di legno, Bomè si dedicava con pazienza a ogni fase del lavoro: dal disegno alla scelta dei materiali, dalla realizzazione dei pezzi alla verniciatura, dall'assemblaggio alla finale regolazione del suono.
Nel corso degli anni costruì oltre venti violini, ma anche viole, violoncelli e contrabbassi, pezzi unici frutto di dedizione, di tantissime ore di lavoro e di una forte passione. Bomè se n'è andato all'ospedale di Tione dove era ricoverato nel reparto di medicina, a cui la famiglia ha espresso "un ringraziamento particolare per le cure e l'assistenza prestate". I funerali saranno celebrati nella Chiesa Parrocchiale di Praso sabato 16 agosto alle 15.
Adolfo lascia la moglie Gemma, i figli Sabrina con Silvio, Susi, Sonia con Graziano, Ivano, gli adorati nipoti Emy, Cristian e Nicholas, le sorelle Lina con Gianni, Alma e le nipoti Romina, Liana e Barbara. «Con il suo esempio di vita - lo ricordano commossi i suoi familiari - ci ha insegnato la bontà, l'umiltà e il volersi bene: valori fondamentali dell'esistenza. Con mani sapienti e cuore appassionato, ha trasformato il legno in arte e il lavoro in un atto d'amore. Ha trasmesso ai suoi figli non solo la passione per il mestiere, ma anche la maestria del saper fare, l'orgoglio del costruire con cura e l'impegno nel portare avanti il suo sogno con rispetto e dedizione. La sua eredità vive oggi non solo nelle opere realizzate con infinita precisione, ma anche nei gesti quotidiani di chi continua il suo cammino. In ogni truciolo di legno, in ogni serramento finemente rifinito, risuona ancora il suono delle sue mani e il battito del suo cuore».
La sua grande famiglia ne custodirà per sempre l'eredità umana e professionale: «Un esempio raro e prezioso, che continuerà a guidarci nel tempo con discreta forza e profonda ispirazione».


