Criminalità

Truffa del finto carabiniere in Val Giudicarie, raggiro da 4.000 euro: tre denunciati

Le indagini hanno permesso di ricostruire il percorso del denaro, subito monetizzato tramite scommesse su piattaforme di gioco online e successivamente trasferito su tre conti correnti, con prelievi in contanti effettuati presso sportelli ATM in provincia di Napoli

PERGINE Anziana truffata con il raggiro del "finto carabiniere"
 

VAL GIUDICARIE. Truffa con il metodo del “finto carabiniere”: tre persone denunciate al termine di un’indagine condotta dalla Stazione di Ponte Arche. I presunti responsabili avrebbero raggirato una signora del posto, riuscendo a sottrarle circa 4.000 euro attraverso una sofisticata frode informatica.

Secondo quanto ricostruito, tutto è iniziato a fine settembre con un sms allarmistico che segnalava una presunta operazione sospetta sul conto corrente della vittima. Dopo aver contattato il numero indicato, la donna è stata convinta da falsi operatori – che si presentavano come appartenenti alla Polizia Postale e poi ai carabinieri – di essere vittima di una truffa in corso. Per rendere credibile l’inganno, i truffatori hanno utilizzato videochiamate WhatsApp con telecamera spenta, mostrando loghi e numerazioni create ad arte.

Guidata passo dopo passo, la vittima è stata indotta prima a installare un software di controllo remoto sul computer di casa e, non riuscendo a effettuare un bonifico, ad acquistare buoni spesa online per un valore complessivo di circa 4.000 euro, comunicandone poi i codici e distruggendo le ricevute. Solo al termine delle operazioni la donna ha compreso l’inganno e ha presentato denuncia.

Le indagini hanno permesso di ricostruire il percorso del denaro, subito monetizzato tramite scommesse su piattaforme di gioco online e successivamente trasferito su tre conti correnti, con prelievi in contanti effettuati presso sportelli ATM in provincia di Napoli.

Le perquisizioni domiciliari, disposte dalla Procura della Repubblica di Trento, hanno portato al sequestro di tessere bancomat, telefoni, tablet e documentazione ritenuta di interesse investigativo. I tre indagati sono stati denunciati per frode informatica e autoriciclaggio: per tutti vale la presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva.

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