Campiglio

Accoltella la moglie, sì alla premeditazione: Arjel Grisetti indagato per tentato omicidio

Uscita dalla Rianimazione soltanto pochi giorni fa, la giovane è stata sottoposta a diverse operazioni vista la profondità dei colpi inferti. Per lei, la situazione rimane ancora critica

CAMPIGLIO. Prima ha colpito la moglie con otto coltellate, poi ha puntato la lama da cucina lunga 13 centimetri contro sé stesso, finendo per ferirsi. Forse nel tentativo di compiere l'ultimo gesto estremo. Nessuna colluttazione, quindi, con la vittima che in pochi istanti si è trovata a terra, nel sangue, nello spazio tra la cucina e la sala colazioni dell'albergo dove lavorava, con profondi tagli al torace, addome e braccia.

«Ho fatto una stupidata, ho perso la testa», avrebbe detto Alejo Ariel Grisetti, 25enne di origine argentina, residente a Potenza, in Basilicata, non appena i carabinieri della stazione di Madonna di Campiglio sono arrivati all'Hotel Forte Carlomagno sopra Campiglio, la mattina del 10 dicembre. Ma dietro quell'episodio, che ha rappresentato solo il culmine di un rapporto violento, si nascondeva ben altro.

Le minacce di morte e le vessazioni nei confronti della cameriera erano quotidiane. E proprio nelle ore antecedenti ai fatti, lei aveva deciso di interrompere quella relazione che ormai stava diventando sempre più opprimente e pericolosa, chiedendo anche di essere spostata di stanza per non stare accanto a lui.

È alla luce dei nuovi elementi raccolti dagli inquirenti che ora la Procura, rappresentata dalla titolare del fascicolo, la pm Nadia La Femina, ha contestato al ragazzo, oltre al tentato omicidio, anche l'aggravante della premeditazione. Elemento che andrà a pesare, e non poco, nel fascicolo a suo carico. L'interrogatorio di garanzia. Grisetti è uscito per la prima volta dall'ospedale Santa Chiara venerdì 19 dicembre mattina, scortato dai carabinieri, per comparire in aula davanti al giudice per le indagini preliminari del tribunale di Trento, Enrico Borrelli.

L'indagato, difeso dall'avvocato d'ufficio Nicola Tomasi, ha voluto rendere spontanee dichiarazioni all'inizio dell'udienza. Poche parole, di «scuse e pentimento», prima di chiudersi nel suo silenzio, avvalendosi della facoltà di non rispondere, anche alla luce delle nuove contestazioni.

Il 25enne è tornato poi nel reparto dell'ospedale, piantonato dai militari, sempre in stato di arresto, misura che era stata convalidata nei giorni scorsi. Le continue violenze. Con il proseguo delle indagini, il quadro accusatorio, di giorno in giorno, assume dei contorni sempre più chiari. La coppia, di origine argentina, era stata assunta nella struttura trentina dieci giorni prima dei fatti contestati. Eppure quelle violenze partivano da ben più lontano.

Già nel corso della loro convivenza nel potentino, lui l'avrebbe colpita con un pugno in faccia solo per aver rivolto una domanda ad altro un uomo. Stando all'accusa, si trattava di un clima di violenza psicologica, scandito da continue intimidazioni, anche di morte. Che in realtà erano sfociate già in reazioni fisiche. Il comportamento del giovane sarebbe stato oppressivo, a tal punto da chiedere alla moglie di filmarsi quando svolgeva la sua attività lavorativa con qualsiasi uomo.

E in val Rendena, nulla sarebbe cambiato. Entrambi assunti come camerieri, lui era arrivato a metterle le mani al collo a fine di un turno, sempre per aver interagito con un cliente che le aveva chiesto dell'acqua. Il 25enne più volte aveva ripetuto che se lei lo avesse lasciato, lui l'avrebbe ammazzata.

Adesso la Procura ha ulteriori carte in mano che potrebbero dimostrare la premeditazione del giovane, che in diverse occasioni aveva manifestato l'intenzione di voler uccidere la coniuge. L'uscita con i colleghi e l'accoltellamento. Della tensione crescente all'interno della coppia, si erano accorti anche i colleghi di lavoro, dipendenti dell'hotel a Campiglio.

In particolare, i due stavano trascorrendo la serata dell'8 dicembre insieme al gruppo, quando lui - pare sotto effetto di alcol - avrebbe cominciato a urlare addosso alla 24enne. Poi, dopo averle lanciato addosso la fede, le avrebbe sferrato un pugno nel costato. Lei aveva chiesto di essere spostata di stanza, ma lui aveva insistito per entrare. Poi erano arrivate le richieste di perdono, ma la donna era riuscita a tenere il punto.

I litigi sono proseguiti incessantemente, fino a quel terribile mercoledì. Quando la mattina, Grisetti ha raggiunto la sala interrata dell'hotel, mentre lei serviva le colazioni. Lui, che non si trovava in servizio, non avrebbe dovuto trovarsi lì: ma riuscito a introdursi in cucina, ha brandito un coltello di circa 23 centimetri (e con una lama di 13) per colpirla numerose volte. Grave la 24enne. La cameriera era stata trasportata d'urgenza in elicottero nella struttura sanitaria, in pericolo di vita. Gravissime le lesioni riportate.

Lei, uscita dalla Rianimazione soltanto pochi giorni fa, è stata sottoposta a diverse operazioni vista la profondità dei colpi inferti. Per la giovane, la situazione rimane ancora critica. Lui, invece, ricoverato nello stesso ospedale e controllato dalle forze dell'ordine, non ha riportato ferite di grave entità.

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