Fauna / La rabbia

L'orso mette a segno nuove razzie: nel mirino prodotti caseari e arnie

Ketty Pellizzari, sindaca di Valdaone: “Provo grande rammarico di fronte a quanto successo. I plantigradi sono un problema, le criticità e la paura ci sono e la gestione risulta difficile, inutile negarlo”

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VALDAONE. Ormai è lui il padrone della Valle. L'orso o meglio gli orsi (dalle fototrappole pare che non sia sempre lo stesso) da mesi non lasciano dormire sonni tranquilli agli apicoltori e allevatori locali, costretti a rimanere sempre vigili. Nella notte tra domenica e lunedì, in località «La Plana» il plantigrado è riuscito ad entrare in una casetta in cui Davide Ghezzi custodisce i prodotti caseari delle sue mucche. Con i suoi artigli arriva dappertutto e non lascia scampo a nulla: si è abbuffato di panna, rovesciando latte ovunque.

Secondo una prima stima fatta insieme al Corpo Forestale, circa 150 litri di latte sono andati persi. La sera seguente, allarmato dall'insistente abbaiare dei suoi cani, Ghezzi ha rivisto l'esemplare intorno alle 22. L'allevatore ha così deciso di sorvegliare le sue bestie durante la notte. Ma l'orso non si è fatto ostacolare e ha semplicemente cambiato meta. Nella notte tra lunedì e martedì, alle 1:42 la fototrappola l'ha immortalato in località «Manon». Alla ricerca di cibo, il plantigrado ha cercato in tutti i modi di entrare nell'abitazione di Loris Grandi e dopo essere salito su una catasta di legna, ha fatto cadere assi e persino pezzi di muro finché è riuscito nell'impresa.

Fugatti preoccupato per gli orsi: subito il via libera da Roma alle nostre linee guida o provvederemo con ordinanze di sicurezza

Maurizio Fugatti non nasconde la sua preoccupazione per la situazione degli orsi e ha sollecitato l’Ispra a dare il via libera alle linee guida provinciale per la gestione degli animali. In caso contrario, afferma, «saremo costretti a intervenire con le cosiddette ordinanze di sicurezza».



Una volta dentro, ha fatto razzia di ciò che ha trovato, comprese due arnie che l'apicoltore aveva riposto lì credendo fossero state al sicuro. «Non è la prima volta che l'orso mi provoca danni - spiega Grandi -. L'ultima è stata agli inizi di giugno, mi ha distrutto le nove arnie che avevo nei pressi della Diga di Morandino. I miei due bambini l'hanno visto due volte, ora giustamente hanno paura. Non mi resta più nulla della mia seppur piccola attività di apicoltore. Non so più cosa fare, se riprendere o meno».

Le incursioni, insomma, si sono fatte troppo frequenti, i danni economici crescono ad ogni suo blitz, gli sforzi e i sacrifici fatti dall'uomo per i propri animali si vanificano ad ogni episodio. «Perché non si pensa a tutti gli animali che hanno perso la vita? Anche loro hanno il diritto di vivere così come noi abbiamo il diritto di allevare in tranquillità. In questo periodo, proprio in queste zone, iniziano ad arrivare pastori con i loro greggi e mandrie ma anche famiglie con bambini nelle abitazioni di montagna, turisti e scout quindi la pericolosità è ancora maggiore. Ora basta! Così non può andare avanti».

In merito a ciò, interviene anche Ketty Pellizzari, sindaca di Valdaone: «Provo grande rammarico di fronte a quanto successo- afferma- Dispiace molto perché pur essendoci dei risarcimenti in caso di danni da parte di orsi, non si riuscirà mai a quantificare la passione, il sacrificio e tutto quello che sta dietro alle attività di queste persone. Episodi del genere lasciano l'amaro in bocca, tolgono l'entusiasmo e la motivazione a realtà così rare ed importanti per il nostro territorio come l'allevamento e l'apicoltura. I plantigradi sono un problema, le criticità e la paura ci sono e la gestione risulta difficile, inutile negarlo».

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