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Il sindaco di Pinzolo Cereghini

«Candidato? Se potrò farlo»

Pesa l'inchiesta giudiziaria

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La vicenda giudiziaria che vede coinvolto il sindaco di Pinzolo <+nero>Michele Cereghini<+testo>, inevitabilmente si intreccia con il futuro amministrativo del Comune, visto che a maggio il paese andrà al voto per eleggere nuovo sindaco e nuovo consiglio comunale.
Cereghini nonostante l’avviso di conclusione delle indagini a suo carico per turbativa d’asta e peculato d’uso (<+corsivo>l’Adige <+testo>di ieri), preludio di una possibile richiesta di rinvio a giudizio, non ha abbandonato l’idea di poter concorrere nuovamente alla carica di primo cittadino. La disponibilità a svolgere un nuovo mandato, quindi, tanto più vista la stima di cui ha avuto prova fra i concittadini anche dopo che l’indagine a suo carico è divenuta di pubblico dominio, ci sarebbe. Rimane tuttavia da capire se gli sviluppi del procedimento di cui è oggetto, in termini legali lo consentirà e, in seconda battuta, se il gruppo a cui appartiene e la maggioranza che lo ha fin qui sostenuto, deciderà di puntare nuovamente sul suo nome.
«Rispetto al futuro sto vivendo un po’ alla giornata - spiega Cereghini -. Nel senso che il provvedimento di chiusura delle indagini era atteso dal mio avvocato, ma materialmente non abbiamo ancora in mano il provvedimento. Proprio oggi <+corsivo>(ieri per chi legge, ndr)<+testo> mi è stato notificato l’avviso di giacenza: domattina <+corsivo>(oggi, ndr) <+testo>cercherò di ritirarlo prima di recarmi a Milano per la conferenza stampa di presentazione del Giro d’Italia. Con il mio avvocato faremo poi le valutazioni del caso. A seconda dei risvolti legati al procedimento penale, nelle prossime settimane deciderò che strada prendere».
Nel frattempo, al sindaco Cereghini il lavoro non manca: «Queste per me sono giornate intense anche dal punto di vista amministrativo, visto che ci tengo a portare a termine in modo dignitoso tutte le cose avviate in questo mandato».
Un aspetto, questo, che la maggioranza della comunità di Pinzolo ha sempre apprezzato del proprio sindaco anche quando gli fu imposto il divieto di dimora, e che lusinga Cereghini, anche in ottica elezioni. «E’ vero: dai miei concittadini ho avuto calore, affetto e condivisione in questa vicissitudine. E’ evidente, però, che io devo mettere il Comune nelle condizioni di poter operare e non di essere soggetto a situazioni come quelle già accadute».
Cereghini, a questa che è una pre-condizione che dovrà realizzarsi, ne aggiunge un’altra: «Se la decisione di non ricandidarmi la posso prendere solo io in base alle valutazioni di cui sopra - puntualizza il sindaco -, quella della candidatura è soggetta a un confronto più ampio, che non riguarda solo il sottoscritto, ma il gruppo a cui appartengo e il progetto politico che si darà. Finora di questo non abbiamo mai parlato. Per farlo ci siamo dati appuntamento per fine novembre».
E se l’avventura di sindaco, per un motivo o per l’altro, dovesse finire? Cereghini è sereno: «Sarei comunque orgoglioso e fiero di quanto siamo riusciti a fare per Pinzolo in questi 5 anni».

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