Giudicarie, viabilità

Non sarà l’evento del secolo, ma del decennio sì. 
È andata all’appalto la variante della Statale del Caffaro fra Vestone nord (all’altezza dell’area industriale del capoluogo della valle Sabbia) e Idro. Perché dovrebbe interessare ai trentini? Per almeno un paio di motivi.
Primo: la Statale del Caffaro porta benefici all’economia giudicariese, essendo un’arteria da cui passano i camion per le industrie del Chiese e i turisti per la Rendena. Secondo: la Provincia di Trento investe il 50% della spesa finale per la sua realizzazione.
 
Certo, rispetto alle aspettative iniziali siamo, se non alle briciole, ai bocconcini da degustazione. Ricostruendo la vicenda, si era nel febbraio del 2008 (quasi 9 anni fa) quando i presidenti delle Province, Lorenzo Dellai per Trento e Alberto Cavalli per Brescia, firmarono un protocollo d’intesa che prevedeva la spesa di 76,8 milioni di euro per la realizzazione del tronco fra Ponte Re (dove sbuca la Statale che salta tutti i centri abitati a partire da Brescia) e Idro. Previsione di progetto entro il 2009, realizzazione entro i successivi tre anni. 
 
Poi il mondo si deve essere complicato, perché da quel momento delle buone intenzioni non è stato toccato un centimetro che sia uno di asfalto. Anzi, ad un certo punto si è saputo che per realizzare il tratto previsto dall’accordo Dellai-Cavalli sarebbero serviti 150 milioni: esattamente il doppio di quanto sottofirmato.
 
Inutile sottolineare che mentre i prezzi salivano i soldi calavano. Con una conseguenza, triste per tutti: taglio netto all’ipotesi prevista. Invece di partire dal Ponte Re, scavalcare Nozza, Vestone e Lavenone con un tunnel da tre chilometri in sinistra Chiese, si partirà da Vestone nord e si salterà solo Lavenone. Intendiamoci, meglio di niente, considerato che il cuore del paesino della valle Sabbia viene passato dalla strada che vedeva trascinarsi i carri tirati dai cavalli o dai muli. E considerato che quando si incontrano due camion il traffico si inchioda.
 
Come detto, se i prezzi salivano, i soldi scendevano. È stato così che dai 76,8 milioni di euro iniziali si è scesi a 55, e soprattutto il tratto di strada si è più che dimezzato. Comunque l’appalto è stato fatto e la gara è stata assegnata (sia pure provvisoriamente, perché com’è noto negli appalti pubblici i ricorsi sono dietro l’angolo) al raggruppamento temporaneo di imprese costituito dalla Cooperativa Muratori e Cementisti di Ravenna e dalla Giudici spa di Bergamo, che ha vinto rispetto alle tre imprese ammesse. 
 
Ora, una volta concluso l’iter, i vincitori avranno 90 giorni di tempo per la valutazione di impatto ambientale, cui seguiranno 780 giorni per concludere il lavoro. Se tutto andrà come deve andare, nella primavera del 2019 i due ponti (uno all’inizio per portare la strada in sinistra orografica, uno alla fine per riportarla in destra) e i due tunnel, con ritorno sulla vecchia strada prima di Idro e della rotatoria, saranno pronti per essere percorsi. 
Se tutto andrà come deve andare, s’intende.

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