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CAVALESE - Secondo una previsione di mezza estate, il tasso di occupazione delle strutture alberghiere in val di Fiemme era calato rispetto alla scorsa estate, dal 61,6% del 2025 al 59,6% del 2026. Conclusa la stagione, si tirano le somme. Anche se per l’Azienda di promozione turistica, l’accoglienza dei visitatori non si ferma mai. «Con il progetto delle “Quattro stagioni” vogliamo superare la tradizionale divisione tra inverno ed estate per valorizzare l’intero arco dell’anno» spiega il presidente Paolo Gilmozzi. Ecco quindi che i mesi di settembre e ottobre, con nuovi colori, la ricerca del foliage e la temperatura che si abbassa, diventano fonte di interesse.
«Lo scorso fine settimana dove tra Fiemme e Cembra (questo l’ambito dove opera l’Apt, ndr) si poteva fare di tutto e di più: c’era la Desmontegada a Predazzo, la Fiemme Ultra Sky, il Wine Trekking Gourmet a Cembra, DoloViniMiti. Il mese di ottobre, dai dati delle presenze, ci sembra assolutamente allineato rispetto all’anno scorso. Nonostante il fuori stagione, qui si trovano sempre paesi vivi, attivi». Anche le strutture alberghiere? «Ce ne sono di aperte anche ora, sì. “Aperti per ferie”, dico io».
L’estate 2026 è stata la prima post Olimpiade. A chi dice che i Giochi di febbraio non abbiano portato l’effetto sperato, il presidente Gilmozzi risponde così. «I dati reali sono assolutamente in linea con quelli che l’Apt si era posta prima dell’evento. Il nostro obiettivo è di aumentare la qualità nella vendita, nell’epoca dell’overtourism. Ce l’abbiamo fatta: il prezzo medio di vendita di una camera (Adr, valore al netto dei trattamenti e dell’Iva) compie un balzo in avanti del 13%: se nell’estate 2025 una camera veniva acquistata a una media di 137 euro, ora la stessa costa 155 euro».
E se la camera costa di più è un bene? «Sì, perché significa che allo stesso tempo aumentano qualità e servizi. Noi non puntiamo su fare tante presenze e basta, ma ad avere i numeri giusti che ci permettono di fare economia. Puntiamo sulla qualità, consapevoli di avere una località di alto profilo e alto valore».
Le Olimpiadi, dunque. Fiemme è arrivata in tanti angoli diversi del mondo, pur con la grande mancanza (e questo riguarda tutto il Trentino) di non essere riusciti ad entrare nella denominazione ufficiale di “Milano Cortina 2026”. «Le Olimpiadi sono e saranno fonte di enorme ricchezza. Ci stanno permettendo e ci permetteranno di fare un salto importante, portando da noi un numero superiore di stranieri. Avere il valore della presenza media che aumenta consente di avere un’economia più solida, il settore ricettivo può continuare a investire, le strutture possono fare lavori interni per migliorare e dare più servizi».
In conclusione, alcuni dati forniti dall’Azienda di promozione turistica. Maggio chiude con un +8% sullo stesso mese del 2025. Giugno, spiega Gilmozzi, è stato il migliore di sempre. A luglio gli arrivi (il numero di clienti che arrivano nelle strutture ricettive) sono cresciuti del 3%, ad agosto del 5,5% (+3% le presenze, cioè il numero di notti passate dai clienti nelle strutture). Settembre con +8% sugli arrivi e +5% sulle presenze. Dunque non resta che sorridere, in attesa dell’inverno. Nel frattempo, godiamoci le meraviglie dell’autunno.


