VAL DI FIEMME. «Splendido percorso che costeggia il torrente Avisio attraversando paesi, prati e boschi. Si pedala su una ciclabile incantevole, ariosa, priva di gravi dislivelli». Così il sito dell'Apt descrive la pista ciclabile della val di Fiemme, che si sviluppa tra Molina e Predazzo, proseguendo poi fino a Canazei per quasi 50 km complessivi e solo 600 metri di dislivello.

Tuttavia, in alcuni tratti il percorso versa attualmente in condizioni critiche che compromettono la sicurezza degli utenti e la fruibilità della pista. A segnalare le criticità è il consigliere provinciale Michele Malfer (Campobase) che dai banchi dell'opposizione chiede alla giunta provinciale di intervenire con una urgente manutenzione straordinaria.

La premessa del consigliere residente a Ville di Fiemme è che «la ciclabile della val di Fiemme rappresenta un elemento di rilievo per la mobilità sostenibile e per la qualità della vita della valle, in particolare per quanto riguarda le attività sportive».

Però? «Nel tratto tra Molina e Maso Novelli le radici degli alberi hanno sollevato il manto asfaltico creando buche e gobbe pericolose. Procedendo verso Maso Sorte l'asfalto presenta gravi deterioramenti, con il tratto dalla cascata al Maso che funge da strada di servizio con asfalto praticamente inesistente.

Nel sottopassaggio di Masi si verifica un allagamento costante durante l'estate che costringe frequentemente alla chiusura del passaggio. Tra Masi di Cavalese e il raccordo verso Lago di Tesero il manto stradale è caratterizzato da buche, crepe e dossi, con immissione pericolosa su strada statale.

Infine - conclude Malfer - nella zona stadio del fondo e il parcheggio rimangono importanti tratti danneggiati».

Preso atto di questo, Malfer ha depositato un'interrogazione chiedendo alla giunta provinciale se e quali interventi di manutenzione straordinaria sono stati programmati sulla pista, con specifica indicazione dei tratti interessati, delle risorse stanziate e del cronoprogramma.

Poi, chiede quali iniziative sono state avviate per risolvere definitivamente il problema dell'allagamento del sottopassaggio di Masi, compresi i tempi previsti per il ripristino della funzionalità del drenaggio idraulico.

Infine, se è stata effettuata una ricognizione delle criticità lungo l'intero percorso e se sono state acquisite segnalazioni (ed eventualmente quante e in quale periodo) dai comuni della val di Fiemme circa il degrado della pista.