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SAN GIOVANNI DI FASSA. Si sono conclusi i lavori per il collettore delle acque nere che collega il Rifugio Roda de Vael e la Baita Marino Pederiva alla rete dell’abitato di Vigo di Fassa e quindi al depuratore biologico di Pozza, in Val di Fassa. L’intervento, finanziato dalla Provincia autonoma di Trento con 1.984.600 euro e affidato all’Agenzia per la depurazione, rientra in un piano dedicato alle strutture alpine e punta alla tutela della qualità delle acque in quota.
Nel corso di un incontro in municipio, alla presenza del presidente della Provincia Maurizio Fugatti, del sindaco Giulio Florian, del procurador del Comun general de Fascia Edoardo Felicetti e dei rappresentanti della Giunta comunale, è stato evidenziato il valore dell’opera per ambiente e servizi pubblici. Il presidente ha sottolineato che l’intervento risolve criticità pregresse e assicura collegamenti elettrici, idrici e in fibra ottica, configurandosi come modello replicabile in altre zone delle Dolomiti.
Il progetto ha previsto la posa dei sottoservizi lungo il tracciato: nuova condotta fognaria, sostituzione della linea idrica comunale e predisposizione di cavidotti per energia elettrica e fibra ottica, utile anche per il controllo remoto delle cabine in quota. L’obiettivo è superare l’utilizzo dei generatori a gasolio nei rifugi.
“Siamo di fronte a un intervento necessario, realizzato rapidamente grazie alla collaborazione con la Provincia”, ha affermato il sindaco Florian, ricordando tempi di cantiere contenuti in circa sei mesi. Soddisfazione anche dal procurador Felicetti, che ha richiamato l’importanza della zona per il turismo.
I lavori, avviati il 4 aprile, sono stati eseguiti dalla cooperativa Lago Rosso Soc. Cooperativa, che ha ottenuto l’appalto con un ribasso del 4,814%, per un importo contrattuale pari a 1.565.761,83 euro. Con il nuovo collettore e i servizi integrati, il comprensorio del Catinaccio potrà contare su infrastrutture più sostenibili e moderne in alta quota.


