FASSA. Oltre 1.200 persone hanno partecipato questa mattina al 43° Raduno nazionale delle Penne Nere al Rifugio Contrin, ai piedi della Marmolada. Alla manifestazione erano presenti oltre 200 gagliardetti e una trentina di vessilli, riuniti per ricordare gli Alpini "andati avanti" e rinnovare i valori di solidarietà e servizio che contraddistinguono l'Associazione Nazionale Alpini.

Nel suo intervento il presidente della Provincia Maurizio Fugatti ha richiamato il recente Raduno Triveneto di Gemona del Friuli, ricordando l'impegno degli Alpini dopo il terremoto del 1976. «Da allora, di generazione in generazione, abbiamo avuto tante dimostrazioni dello spirito di servizio delle Penne Nere e del senso di umanità che caratterizza gli Alpini», ha affermato, ringraziando in particolare la sezione ANA di Trento e la famiglia Debertol, che gestisce il rifugio.

La giornata si è aperta con l'Onore al Labaro nazionale, l'alzabandiera, l'omaggio ai Caduti e la deposizione di una corona al cippo del capitano Arturo Andreoletti. Sono seguiti gli interventi delle autorità, la Messa celebrata da don Massimo Cautero, accompagnata dalla Fanfara Alpina Monte Zugna di Lizzana, e il tradizionale rancio alpino.

Il presidente della sezione ANA di Trento Paolo Frizzi ha definito il raduno «un pellegrinaggio dell'anima e del dovere», sottolineando come ogni anno l'appuntamento rinnovi l'impegno verso i valori della solidarietà e del servizio alla comunità. Alla manifestazione hanno partecipato anche il presidente nazionale ANA Sebastiano Favero, il consigliere nazionale Maurizio Pinamonti, il colonnello Davide Cazzani, il sindaco di San Giovanni di Fassa Giulio Florian, la vizeprocuradora del Comun General de Fascia Lara Battisti, la senatrice Elena Testor e rappresentanti della Protezione civile e delle Forze dell'ordine.