PREDAZZO. Oltre 5.000 ore di registrazioni sonore raccolte sul ghiacciaio della Marmolada diventano un'esperienza immersiva per raccontare il cambiamento climatico. È stata inaugurata ieri sera, 3 luglio, al Museo Geologico delle Dolomiti di Predazzo l'installazione "Marmolada: il respiro della Regina", visitabile fino al 13 giugno 2027 e nata nell'ambito del progetto multidisciplinare "Un Suono in Estinzione".

L'opera, presentata durante la serata dedicata al programma 2026 del museo, intreccia ricerca scientifica, tecnologia e arte per offrire una nuova chiave di lettura delle trasformazioni che interessano gli ambienti d'alta quota. All'inaugurazione hanno partecipato il direttore del MUSE, Massimo Bernardi, il responsabile del museo Riccardo Tomasoni, la vicesindaca e assessora alla cultura di Predazzo Leonilde Sommavilla, oltre ai partner e alle realtà del territorio.

Il progetto è stato curato dal sound artist Sergio Maggioni, con la consulenza scientifica del glaciologo del MUSE Christian Casarotto. Tra luglio e settembre 2025 sono state effettuate quattro spedizioni sulla Marmolada, durante le quali cinque registratori, installati tra i 2.050 e i 3.000 metri di quota, hanno raccolto senza interruzioni oltre 5.000 ore di suoni del ghiacciaio.

L'installazione condensa pochi minuti di registrazioni effettuate durante un'intensa ondata di calore della scorsa estate. I visitatori possono ascoltare il movimento del ghiaccio, l'acqua di fusione, il vento, la fauna alpina ma anche i rumori prodotti dall'attività umana, come impianti di risalita, traffico, elicotteri ed escursionisti. Grazie a una barra interattiva con dodici punti tattili, il pubblico può modificare il paesaggio sonoro, rendendo l'esperienza ancora più coinvolgente.

"Le registrazioni non hanno finalità glaciologiche e non sostituiscono le misure scientifiche necessarie a definire lo stato di salute del ghiacciaio - spiega Christian Casarotto - ma diventano uno strumento di narrazione capace di restituire la complessità delle trasformazioni dell'alta montagna. Il suono diventa così una testimonianza sensibile del cambiamento climatico, rivelando processi spesso invisibili".

 

Per Sergio Maggioni, autore del progetto, la Marmolada ha restituito un quadro diverso rispetto alle precedenti campagne svolte sull'Adamello. "Ci siamo accorti che, insieme ai suoni del ghiaccio, stavamo registrando una presenza antropica costante e molto evidente: elicotteri, automobili, funivie e impianti. Rispetto all'Adamello, qui il peso dell'attività umana è decisamente più marcato ed è proprio questo elemento a diventare parte integrante della narrazione dell'installazione".

 

L'esposizione rappresenta il nuovo capitolo del progetto "Un Suono in Estinzione", nato nel 2020 con l'obiettivo di trasformare il monitoraggio acustico e i dati ambientali in strumenti di divulgazione scientifica. La mostra sarà accompagnata nei prossimi mesi da una serie di appuntamenti dedicati al rapporto tra ambiente, arte e cambiamento climatico.