MOENA. Due ponti da sistemare e ammodernare. Parliamo dei Ponte del Lescio e quello del Cavalletto. Il consiglio comunale ha approvato i progetti preliminari. Parliamo di due strutture strategiche per il territorio. Secondo le previsioni, quello del Cavalletto - se tutto andrà secondo i piani - sarà pronto per la stagione invernale 2022. L'altro dovrebbe essere consegnato a fine 2023.I costi previsti sono di 920.000 euro per il primo e 770.000 per il secondo.

La cosa particolare del progetto riguardante i due manufatti - per la cui demolizioni e ricostruzione si stanno avviando tutte le procedure per la gara di appalto - avranno altezze modificabili. A spiegarlo è l'assessore comunale alle grandi opera Giancarlo Ramus: «Saranno dotati di un sistema automatizzato e codificato di protezione civile. In pratica, in caso di piena del Rio Costalunga, si potranno alzare fino a 1,50 metri di altezza.

Come si può immaginare, non si tratta di un intervento banale. Peraltro, nel caso del Cavalletto, ci si dovrà impegnare non poco sul versante dei sottoservizi: acquedotti, fognature e fibre ottiche.Per questo motivo l'intenzione è di partire proprio sul Cavalletto. Il piano prevede di partire con i lavori in primavera spostando i sottoservizi e in autunno iniziare i lavori di demolizione e rifacimento in modo da essere pronti con un ponte per la stagione invernale 2022».Il ponte del Cavalletto è quello che si incontra prima

Ramus spiega che, nel caso del cantiere del Cavalletto, verrà modificata la viabilità: «Si dovrà passare dal viale per passare da valle a monte. Per il Lescio invece tutto è più facile perché più su, all'altezza di piazza Scopol, c'è un alto ponte che permette a pedoni ed auto di passare da un lato all'altro del rio»

.Il programma dell'amministrazione è di fare entrambe le gare di appalto entro la fine dell'anno. «Si tratta di opere particolarmente importanti sia perché incideranno non poco sulla viabilità sia perché il sistema automatizzato in caso di piena offrirà ampie garanzie di sicurezza».

In consiglio comunale mercoledì si è discusso anche dell'Alta Via Bepi Zac - il percorso, sulle creste di Costabella nella zona di Passo San Pellegrino, finito sotto i riflettori della cronaca montana a causa del blocco di cemento, esteticamente non piacevole, utilizzato per evitare i crolli.

La maggioranza ha risposto ad una interpellanza del gruppo consiliare di «Jent per Moena - Ripear da nöf».La vicesindaca Cristina Donei spiega che del caso si occuperà una commissione dedicata, a cui parteciperanno esponenti della maggioranza e della minoranza, l'associazione "Sul fronte dei ricordi" e la Sat.

In attesa che la Società alpinisti tridentini posi cordini e chiodi nuovi sull'alta via, si deve decidere che fare di quel plinto che a fine settembre una mano ignota ha dipinto di rosa: un evidente atto di protesta circa il modo in cui l'amministrazione pubblica ha provveduto a mettere in sicurezza il noto percorso montano.

«Quale assessore alla cultura - dice Cristina Donei - ritengo che la cresta del Costabella abbia un valore storico-culturale importante e che vada a completare il parco storico riguardante la Grande Guerra, che inizia alla mostra "Gran Vera" a Navalge e prosegue con il museo "Stala de la Nenola" a Someda poi la Finestrola, il Forte per poi proseguire sulla destra orografica del Rio San Pellegrino al Fango, Ricoleta fino al Passo San Pellegrino con la Campagnacia e infine la cresta del Costabella. Questa fu teatro di guerra e nel corso del conflitto segnò il confine fra l'Impero austroungarico e il Regno d'Italia. Ricordiamo la battaglia del marzo 1917 che causò gravi perdite umane da entrambe le parti (...) Questo è un museo a cielo aperto. Nutro qualche perplessità per una opera posticcia per mitigare l'intervento ma ritengo che la commissione possa trovare una giusta soluzione».