CAMPITELLO. Sono venuti da tutta la Val di Fassa e dalle vallate limitrofe, ma anche dal Primiero – terra di origine della vittima – per dare l’ultimo salute a Clelia Nicolao, la donna di 67 anni travolta e uccisa mentre stava attraversando la strada a Mazzin di Fassa. La tragedia è avvenuta domenica scorsa e la conducente della vettura che ha investito Clelia Nicolao è agli arresti domiciliari. 
 

"Clelia – ha detto nella sua omelia il parroco Mario Bravin – era una donna buona e riservata. Nella sua riservatezza però quando c’era da aiutare un altro non tirava mai indietro. In questi momenti bisogna avere tanta fede”. 


Il dolore del figlio

«Perdere la mamma è sempre bruttissimo, ma perderla così è peggio. Non ha nemmeno frenato» Cristian Zuech pensando alla mamma, pensava alla vita di una famiglia normale, tenuta insieme, come spesso succedeva in quella generazione, proprio da lei, Clelia. «Lei e papà non hanno mai avuto tanto tempo, lei ha cresciuto me e mia sorella, e ha anche lavorato, sia nell'ambito del turismo e poi nell'assistenza sanitaria. È stata una grande mamma».

È facile capire, ascoltandolo, che il pensiero vaga un po' ai ricordi di una volta, un po' all'immagine di ieri pomeriggio. Lui non c'era, ma la dinamica dell'incidente l'ha scosso: «Proprio a loro doveva capitare, che rispettavano sempre le regole, che stavano attenti a dove attraversavano, a stare sempre sul marciapiede. Lei è stata sbalzata via, è finita addosso a papà. Hanno provato a rianimarla e ringrazio davvero tutti, i carabinieri, i sanitari, i pompieri, tutti».