FIEMME. Brutto colpo sul Dolomiti Ski Jazz: l'Azienda di promozione turistica Fiemme-Cembra ha deciso di non continuare a sostenere economicamente il festival musicale che dal 1996 porta la musica in piste da sci e rifugi alla fine della stagione invernale. Cinquantamila euro che verranno a mancare nelle casse dell'organizzazione, determinata comunque a proseguire l'iniziativa, nonostante in estate fosse arrivata la rinuncia alla sponsorizzazione anche dall'Apt della Val di Fassa (che contribuiva con una cifra simile).

Se quest'ultima aveva motivato la decisione con scelte di marketing, l'Apt di Fiemme considera il genere musicale del festival troppo di nicchia, preferendo quindi utilizzare i soldi e lo sforzo organizzativo e promozionale verso generi musicali più popolari, che corrispondano meglio a un'idea di intrattenimento turistico. «Al Dolomiti Ski Jazz c'è musica di altissimo profilo, ma la partecipazione del pubblico è ridotta - spiega il direttore dell'Apt Fiemme-Cembra Giancarlo Cescatti - Per questo motivo ora stiamo valutando di creare qualcosa che abbia una fruizione più ampia. Ci sono già delle idee sul tavolo».

«In un tempo in cui si ragiona di overtourism - commenta amareggiato il direttore artistico del Dolomiti Ski Jazz Enrico Tommasini - sembra strano che si decida di abbandonare un'iniziativa considerandola troppo "di nicchia ed esclusiva" per destinare le risorse ad eventi più leggeri e popolari con l'obiettivo di coinvolgere un pubblico più ampio. Si è scelta la quantità del pubblico, speriamo non a scapito della qualità. Le valli di Fiemme, Fassa e Cembra vengono a perdere un appuntamento culturale e turistico di rilievo internazionale, che si è affermato come uno dei Festival Jazz più importanti e originali del panorama internazionale della stagione invernale».

La volontà è quella di continuare, nonostante verranno a mancare i 100mila euro delle due Apt. O poco meno. «Speriamo di trovare quei contributi altrove, nel settore pubblico, da rifugi e comuni che ci sostenevano. L'entusiasmo non manca, è bello vedere la solidarietà da parte dei musicisti e dei tecnici e la disponibilità a partecipare a livello gratuito. L'associazione La Grenz aps (Tommasini ne è il presidente, ndr) potrà essere il fulcro del rilancio organizzativo del festival, disponendo di una struttura e delle giovani energie dei suoi volontari».

Nato su iniziativa di Paola Larger, Bruno Felicetti e Paolo Longo, nel corso di trent'anni di attività il Dolomiti Ski Jazz ha ospitato sulle terrazze dei rifugi, nei locali e nei teatri il gotha internazionale del Jazz e le nuove promesse, rappresentando un appuntamento fisso per turisti provenienti da Italia e Europa.