CAVALESE, Sul possibile spostamento dell'ospedale nella zona di Masi la Magnifica Comunità di Fiemme non si esprime, poiché non avrebbe mai ricevuto nessuna comunicazione, né formale né informale, riguardo al nuovo progetto del complesso sanitario promosso dall'associazione temporanea di imprese guidata dalla Mak costruzioni. Il che sembra paradossale, visto che proprio la Magnifica è proprietaria dei terreni - quelli del vivaio forestale di Masi - su cui dovrebbe sorgere il nuovo ospedale dal costo di 120 milioni di euro. Lo scario Renzo Daprà ribadisce il mancato coinvolgimento nella questione e il fatto che l'ente da lui guidato non è in grado, allo stato attuale, di dire nulla sul progetto, perché mai contattato da chi di dovere, Provincia o ditta che sia.

In Magnifica non sarebbe quindi giunta nessuna proposta di acquisto dei terreni. La "partita" ospedale si gioca fino ad ora fuori dalle sedi ufficiali. Non se ne dovrebbe parlare mercoledì prossimo, in occasione del consiglio della Magnifica, visto che tra i punti all'ordine del giorno la questione non è riportata. Sembra non se ne sia parlato nemmeno mercoledì scorso, nella riunione informale tenutasi tra i regolani.

Ad esporsi in maniera ufficiale è stata finora solo la Regola di Cavalese, che attraverso una lettera firmata dal regolano Franco Corso e presentata dieci giorni fa alla Magnifica ha espresso la propria posizione, contraria allo spostamento, senza ricevere per ora risposta.

«Oltre a divergere con gli impegni assunti con le istituzioni locali e all'importante aumento dei costi, dai 47 milioni per la ristrutturazione della struttura esistente ai 120 milioni per la costruzione di una nuova, lo spostamento comporterebbe molte altre criticità. La superficie proposta, in corrispondenza del rio Lagorai con l'Avisio, ha problemi di natura idrogeologica ed è sita in un contesto climatico sfavorevole, in particolare per i degenti. Il consumo di suolo non necessario, esistendo una soluzione alternativa, comporterebbe la perdita di un'importate storico vivaio forestale, apprezzato in tutta la provincia.

L'area è poi incompatibile con l'attuale piano urbanistico provinciale e Prg del Comune di Cavalese. Il percorso progettuale di una nuova struttura sarebbe da riiniziare totalmente, con tempi lunghi ed incerti. Nel bilancio provinciale non sono attualmente previsti finanziamenti per la nuova opera e, tra l'altro, sembra siano stati stralciati anche quelli relativi alla ristrutturazione dell'esistente.

La realizzazione, attraverso un progetto privato, di un'opera di così grande valore genera forti dubbi, non solo ricordando che la prima gara per il Not di Trento era iniziata nel 2011 con la formula del Project Financing (la stessa prevista per l'eventuale nuovo ospedale di Cavalese, cioè una forma di finanziamento delle opere pubbliche fondata sul coinvolgimento di soggetti privati, ndr), ma anche che per un ospedale di valle si spenda una cifra così alta. Infine non sono chiari i motivi reali d'interesse che giustificano una tale scelta, considerando anche le possibili speculazioni sul vecchio ospedale».

La posizione della Regola di Cavalese è insomma chiara e si allinea a quella del Comune guidato dal sindaco Sergio Finato, che in più di un'occasione ha ribadito con forza la contrarietà al progetto Mak. «Ricordando la valenza storica e affettiva nei confronti dell'ospedale di Fiemme (costruito negli anni '50 dalla Magnifica, ndr) e il dubbio che rinunciando ad un iter di ristrutturazione già avviato si arrivi, come spesso accade, al nulla di fatto, il Consiglio di Regola di Cavalese ritiene che si debba proseguire il progetto di ristrutturazione già avviato e approvato dalle istituzioni locali. L'ulteriore, inevitabile, lungo posticipo della nuova proposta riporterebbe gravose ripercussioni sulla sanità delle nostre valli».