PANCHIÀ. Il 23 agosto ha compiuto 95 anni Raffaele Zorzi, storico pompiere volontario di Panchià. La sua è una vita che racconta molto più di una biografia personale: è la storia di una famiglia e di un'intera comunità cresciuta nel segno della solidarietà e del servizio. Entrato giovanissimo nei vigili del fuoco, a soli diciott'anni, Zorzi frequentò la scuola tra Verona e Roma, come era previsto a quei tempi, e fece parte del corpo di Verona, di cui fu comandante per un anno. Con sé portava due grandi passioni, quelle per la campagna e per il lavoro da falegname, che ha sempre coltivato parallelamente alla divisa da pompiere. La sua carriera è stata riconosciuta ufficialmente il 12 dicembre 2009, quando il presidente Riccardo Selle gli consegnò una targa speciale, nominandolo socio onorario dei vigili del fuoco, classe 1930.

Un gesto che ha suggellato una lunga storia di impegno e dedizione. Ma ciò che rende unica la vicenda di Raffaele Zorzi è l'aspetto familiare. Dal padre Antonio ai figli e nipoti, la tradizione dei pompieri volontari a Panchià ha trovato nella famiglia Zorzi una linfa preziosa. Il figlio Luigi e i nipoti Andrea e Michele hanno proseguito sulle sue orme, testimoniando una passione tramandata di generazione in generazione. Anche quando alcuni hanno smesso di indossare la divisa, il legame con i vigili del fuoco non si è mai interrotto.

Parlando con Raffaele emergono ricordi che raccontano un'epoca: tempi in cui, su sedici pompieri, solo uno possedeva la patente, oppure aneddoti legati al fratello Luigi, anch'egli pompiere e l'unico del gruppo a poter guidare il mezzo.

Non mancano i racconti di vita quotidiana, come quelli legati alla moglie Valeria Gilmozzi, che gestiva a Panchià il negozio "Pane e latte e affini", punto di ritrovo e di comunità per tante famiglie. Oggi, a 95 anni, Zorzi è testimone vivente di un secolo di cambiamenti, ma nei suoi occhi brilla ancora quella passione che ha guidato lui e i suoi cari verso l'impegno volontario.

Una passione che continua a vivere nei figli e nei nipoti, e che resta un patrimonio prezioso per la comunità di Panchià. Un saluto speciale va anche alla figlia Teresa, parte importante della famiglia Zorzi, che con affetto e vicinanza ha sempre condiviso e sostenuto questo lungo cammino fatto di ricordi, valori e dedizione alla comunità.