CANAZEI. Giornata da record per la prima parte della DoloMyths Run della Val di Fassa, che sabato ha regalato tre nuovi primati nelle quattro gare disputate sulle lunghe distanze. A fare la differenza sono stati il meteo ideale e il livello dei 280 atleti al via, protagonisti di sfide ad altissimo ritmo sui sentieri dolomitici. A entrare nell’albo d’oro della manifestazione sono stati i due bormini Andrea Prandi ed Elisa Desco, dominatori della 42 chilometri.

La gara regina, con 42 chilometri e 2.213 metri di dislivello, ha visto Prandi al comando praticamente dall’inizio alla fine. Il ventottenne ha imposto il proprio ritmo già dopo il passaggio in salita a Penia, transitando a Passo Fedaia con oltre un minuto di vantaggio sul gardenese Alex Oberbacher e più di due minuti sul bresciano Diego Angella. Il vantaggio è cresciuto lungo il percorso, fino al successo finale in piazza Marconi con il tempo record di 3h50’55”, oltre sei minuti più veloce del precedente primato della gara. Secondo Oberbacher e terzo l’argentino Sergio Gustavo Pereyra, mentre il primo trentino e primo fassano è stato Marco Zanoner.

Nuovo record anche nella gara femminile, dove Elisa Desco ha confermato il proprio talento anche sulla distanza più lunga. Dopo un avvio che aveva visto davanti l’ucraina Sofiia Porokhnavets, la bormina ha recuperato terreno nella salita verso il rifugio Padon, prendendo il comando e involandosi verso il traguardo. Il suo tempo finale di 4h37’13” ha migliorato di oltre due minuti il precedente primato. Secondo posto per Alice Testini, terza Porokhnavets.
 

Successi trentini nelle due prove short da 12 chilometri e 771 metri di dislivello. Tra gli uomini ha trionfato lo storese Massimiliano Berti, capace di firmare il nuovo record con il tempo di 56’25”, davanti a Samuel Demetz e Luca Cagnati. Tra le donne vittoria per la trentina di Fornace Luna Giovanetti, prima al traguardo in 1h11’04”. Domenica la DoloMyths Run prosegue con la 28ª skyrace: attesi 700 concorrenti per la gara più iconica della manifestazione.C.L.