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VAL DI FASSA. Condannato a 9 anni di reclusione per aver reso la vita della sua compagna un inferno. Per averla minacciata, picchiata, aver abusato di lei sessualmente e averla sottoposta a pratiche esoteriche e rituali di purificazione. Un incubo durato anni, con un trattamento che non si riserva nemmeno agli animali. Per mesi, infatti, la donna è stata costretta a vivere in garage, dove aveva un secchio per l'urina e le veniva somministrato poco cibo.
Protagonista della vicenda un uomo di 40 anni di origini marocchine. Vittima la sua compagna, difesa dall'avvocata Ingrid Avancini. I fatti sono avvenuti tra la Val di Fassa e il Mantovano.
Al termine di anni da incubo la donna aveva presentato denuncia per sottrarsi a violenze e soprusi che avevano pesantemente messo a rischio la sua vita. Per anni aveva taciuto, forse sperando che lui sarebbe cambiato e invece le cose sono andate sempre peggio fino a quando la situazione è diventata insostenibile. Secondo quanto raccontato dalla vittima, oltre a spiarla con una telecamera posta all'interno del bar che i due gestivano, l'uomo la obbligava a rapporti sessuali così invasivi da costringere la donna a recarsi in ospedale.
Sempre secondo quanto denunciato, nella notte di Capodanno del 2019, la donna era stata percossa e minacciata di morte tanto che per sfuggire alla furia del compagno, la stessa aveva cercato di scappare gettandosi dall'auto in corsa e di conseguenza ferendosi al volto.
A questo si aggiungono numerosi casi di percosse, la somministrazione di farmaci per impedirle di uscire di casa e ancora rituali di purificazione con lavaggi di acqua e sale e preghiere in lingua araba. Questo mentre le venivano somministrate solo pochissime quantità di cibo tanto che questo aveva provocato un forte dimagrimento della donna e di conseguenza uno stato di debolezza totale.
In un'occasione, durante un rituale di purificazione, la donna aveva addirittura perso i sensi ed era dovuta intervenire l'ambulanza. Torture fisiche e psicologiche durate anni e che hanno pesantemente provato la vittima nel corpo e nella mente.
Il collegio, presieduto dal giudice Valeggia, sentita la requisitoria del pm Maria Colpani e l'arringa delle difese, ha quindi deciso per la condanna a 9 anni di reclusione, oltre al pagamento di 30mila euro a titolo di risarcimento del danno subito.
P.T.


