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Bocciati a scuola e anche al Tar. I giudici amministrativi hanno infatti respinto le richieste di sospensiva presentate dai genitori di cinque ragazzi che, per scarso rendimento, non erano stati ammessi alla classe superiore. Pur con la valutazione sommaria tipica della fase cautelare, è chiaro che per tutti loro le speranze di promozione per via giudiziaria si allontanano.
Due ricorsi riguardano studenti della «Rosa Bianca» di Cavalese. Uno studente ha rinunciato all'istanza cautelare. In un secondo caso i giudici hanno ritenuta legittima la bocciatura. Nella breve motivazione il Tar rileva che «l'alunno ha riportato insufficienze, di cui una grave, in quattro materie di insegnamento» e che il consiglio di classe ha rilevato «lo scarso e superficiale impegno manifestato dall'interessato».
Niente sospensiva anche per la bocciatura di uno studente delle medie dell'Istituto comprensivo di Mezzolombardo. Giudizio «ampiamente giustificato dalla numerosità delle insufficienze riportate» (si indicano sei materie). Inoltre la scuola aveva avviato «opportuni strumenti per consentire il recupero scolastico peraltro non adeguatamente sfruttati dall'alunno e dai propri genitori, cui era richiesta una ben maggiore partecipazione e condivisione».
È andata male la fase cautelare anche a uno studente respinto al liceo Da Vinci di Trento: aveva tre materie insufficienti. Nella bocciatura non avrebbe influito un infortunio patito alla fine dell'anno scolastico. Inoltre ulteriori verifiche negli ultimi giorni di scuola non avrebbero cambiato la situazione. Respinta poi la sospensiva chiesta per un ragazzo della Scuola Ladina di Fassa.


