Dalla Calabria per lavorare alle Olimpiadi, poi il no dell'agenzia: "Discriminato per la mia disabilità”
Francesco De Crea, 29 anni con invalidità del 74%, attraversa l'Italia da Reggio Calabria per un contratto come allestitore di stand a Predazzo. Dopo aver superato corso di sicurezza e visita medica con esito positivo, l'agenzia Adecco lo respinge all'ultimo momento
PREDAZZO. È stato chiamato per occupare una posizione come allestitore di stand a Predazzo, almeno per tutta la durata delle Olimpiadi invernali. Era arrivato dalla Calabria fino in Trentino ed era pronto a firmare il contratto, dopo aver terminato con successo prima il corso sulla sicurezza, poi la visita medica pre-assuntiva a Pera di Fassa, ma la sua avventura è terminata ancora prima che i Giochi avessero inizio, a seguito del no arrivato dalla sezione veneta (non trentina) dell'agenzia del lavoro, Adecco, la stessa che lo aveva reclutato e messo in contatto con il gruppo che cercava manodopera.
Una storia quasi kafkiana quella vissuta in questi giorni da Francesco De Crea, 29 anni, con un'invalidità certificata del 74%, che ha attraversato la Penisola, partendo dalla provincia di Reggio Calabria per portare a termine l'iter di assunzione per un lavoro in val di Fiemme. E che è stato mandato a casa nel giro di poche ore.
«Un episodio di cattiva gestione lavorativa che mi ha colpito profondamente, sia a livello personale che economico», accusa il giovane.
Riavvolgiamo il nastro. «Il 23 gennaio 2026 - racconta - vengo contattato dall'agenzia per il lavoro Adecco, presso la quale ho depositato il mio curriculum dove è evidenziato che appartengo alla categorie protette dall'articolo 1 (disabili). Mi viene proposta una posizione come allestitore di stand a Predazzo per la durata delle Olimpiadi, con inizio a febbraio e possibilità di rinnovo. Accetto con entusiasmo, supero il corso sulla sicurezza e vengo convocato per la visita medica pre-assuntiva domenica 2 febbraio a Pera di Fassa».
Il ragazzo, a sue spese, organizza il viaggio per approdare in terra trentina, portando con sé «tutto il necessario per trasferirmi stabilmente». Il suo impiego infatti avrebbe dovuto prendere il via di lì a poco, in concomitanza con l'inizio dei Giochi invernali. Il tutto sembra procedere senza grandi intoppi. Anche la visita medica programmata dà esito positivo: ottiene l'idoneità «alla mansione specifica», seppur con la prescrizione di non compiere sforzi eccessivi con il braccio destro per la sua invalidità.
La permanenza in hotel viene pagata direttamente da Adecco che fa da tramite per trovare collaboratori da inserire sul territorio del Nordest in vista delle imminenti Olimpiadi Milano-Cortina 2026. Lunedì mattina, arriva la conferma via Whatsapp da una referente del gruppo Predazzo Ski Jumping: «Mi dicono che faccio parte della squadra e che il 4 febbraio inizierò il turno».
Tuttavia, qualcosa non va e in serata arriva una chiamata: «Adecco mi contatta telefonicamente comunicandomi che non avrebbero proceduto con il contratto e che avrei dovuto lasciare l'hotel immediatamente la mattina e tornarmene a casa». La motivazione? «Il mio problema al braccio destro. Mi hanno detto che non sapevano che avessi questa disabilità, nonostante io l'avessi specificato nel mio curriculum».
A De Crea viene chiesto di lasciare l'alloggio la mattina successiva. «Questa esperienza mi ha lasciato un profondo senso di umiliazione - conclude -. Mi sono sentito usato e discriminato per la mia condizione, nonostante avessi dimostrato massima disponibilità attraversando l'intero Paese. Trovo inaccettabile che una persona con disabilità venga illusa e poi abbandonata dopo aver affrontato spese e sacrifici logistici, ignorando un giudizio di idoneità medica».
Dal canto suo, Adecco, una volta contattata, ha risposto, confermando che «il candidato ha partecipato regolarmente al processo di selezione, tuttavia, al termine della valutazione, purtroppo non è risultato idoneo per il ruolo specifico».
La società, che «considererà le candidature che la persona vorrà avanzare per altri profili», farà comunque «una verifica rispetto a quanto dichiarato dal candidato, dato che, vista la non idoneità alla mansione, risulta improbabile l'invio di un messaggio di convocazione».