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Marmolada, rischio scempio

«Fermare la nuova cestovia»

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Quale sviluppo per la montagna? In questi giorni i riflettori sono puntati sui ghiacciai alpini. In occasione del Friday for Future delegazioni di ambientalisti sono salite in quota per mostrare i danni causati dal riscaldamento globale. Ora si torna a parlare della Marmolada, dove è previsto un nuovo impianto di risalita, la cui stazione di arrivo sarà 50 metri più in su rispetto al rifugio Pian dei Fiacconi.
Una parte del mondo dell'alpinismo trentino denuncia da tempo gli scempi, i «graffi», le ferite spesso profonde, procurate alla montagna. Sullo sviluppo della Marmolada interviene Guido Trevisan, gestore del Rifugio Pian dei Fiacconi.

Si parla di smantellamento del vecchio impianto di risalita Graffer «Fedaia-Pian dei Fiacconi» e del rifacimento di uno nuovo, tecnologicamente più avanzato e più sicuro.
«Gestisco il rifugio dal 1° gennaio del 2001 - spiega Trevisan - e in questi vent'anni ho investito tutte le mie energie per riportare il rifugio all'antico splendore degli anni passati, ho rievocato una tradizione di apertura per lo sci alpinismo, aprendo per anni a metà febbraio senza vedere nessuno. Dopo tanti sforzi il rifugio è tornato a vivere anche nella stagione tardo invernale-primaverile, in memoria dello sci all'origine del turismo Trentino e Fassano».
In estate il rifugio è poi tornato ad essere un punto di riferimento per alpinisti, escursionisti, guide alpine, soccorso alpino e aziende di promozione del turismo di tutto il Trentino, Alto Adige, Veneto e non solo.

Trevisan è preoccupato. Teme che i nuovi proprietari, imprenditori altoatesini, vogliano dare un colpo di spugna e cancellare una storia, una tradizione e un equilibrio economico nato dalla collaborazione di un rifugio ed un impianto di risalita, nati contestualmente nel 1947, ben 72 anni fa. «La Marmolada, il rifugio Pian dei Fiacconi e l'impianto di risalita hanno avuto per più di mezzo secolo una storia comune».
Ora si vuole spostare la stazione d'arrivo del nuovo impianto di risalita 50 metri a monte del rifugio. In pratica il nuovo impianto, con le sue cabine, passerà davanti alle finestre del rifugio per scaricare la gente poco più in alto. Una scelta che definisce spudorata e irrispettosa.

«La cestovia "Fedaia-Pian dei Fiacconi" è, per vocazione, un impianto nato per portare la gente "in su" verso la Marmolada. La gente appena smonta dall'impianto va in su: gli alpinisti per scalare la cima e i turisti per vedere il ghiacciaio e il panorama. Non è un impianto nato per servire un trekking ad anello o un'alta-via. È stato concepito per portare la gente "in su" verso la cima. Con questo voglio dire che, bypassando il rifugio e scaricando turisti e alpinisti più in alto, si rischia di dare un colpo di grazia all'economia del rifugio, cestinando tutto il bagaglio culturale, storico e alpinistico trasmesso agli avventori in questi anni e non ultimo, uccidendo l'economia di un rifugio che è tornato ad essere simbolo di accoglienza e punto di riferimento per migliaia di persone amanti della Marmolada».

Trevisan tenta di fare un appello, sperando in una «retromacia». Dice che, nella valutazione per un piano di sviluppo, dovrebbe essere preso in considerazione l'equilibrio economico che perdura dalla nascita del turismo su questa montagna e non lasciare che per speculazioni imprenditoriali venga cancellata la storia, la tradizione e la cultura di un «posto simbolo» del turismo e dell'ospitalità trentina e fassana.
Non riesce a spiegarsi le ragioni della decisione. «Spesso - commenta - queste scelte vengono giustificate con spiegazioni di maggior sicurezza valanghiva o geologica ma in questo caso, è solo un palliativo per giustificare interessi economici di imprese che ambiscono allo sfruttamento indiscriminato senza considerare il bene comune».

Spiega che il suo messaggio è rivolto a coloro che devono prendere una decisione tecnica, politica ed economica: «Vuole essere un invito a considerare anche la storia, la cultura e la tradizione di un posto che ha un'anima oltre all'amore di chi ci lavora. Non si tratta soltanto di una serie di curve di livello su una carta, dove tracciare una linea con una x di partenza e una x di arrivo».

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