Ogni segnalazione fatta dai cittadini alle forze dell'ordine può essere preziosa per combattere la criminalità che in queste ultime settimane sta mettendo in agitazione la Vallagarina. Ciò che è avvenuto mercoledì notte in via Lungo Leno è la dimostrazione di quanto il controllo sociale possa essere determinante nella prevenzione dei furti: ogni movimento o rumore insolito va prontamente comunicato a polizia e carabinieri.
Nella zona residenziale lungo il fiume di Rovereto, un passante ha notato due ragazzi sospetti. Il roveretano ha subito digitato il 112 sulla tastiera del telefono e alla chiamata i carabinieri hanno risposto con l'invio delle pattuglie del Nucleo Operativo e Radiomobile, che già erano impegnate in un servizio di controllo per il contrasto del fenomeno dei furti in abitazione. All'operazione, come è avvenuto l'altro giorno a Mori, hanno partecipato diverse Stazioni dipendenti dalla Compagnia di Rovereto.
Subito individuati grazie alle indicazioni telefoniche del cittadino, i due loschi individui sono stati identificati. I giovani rumeni, pregiudicati, erano in Italia senza fissa dimora. Uno di loro, di 23 anni, aveva addosso una sorta di kit per lo scasso: cacciaviti, pinze, seghetto e un «succhiello» a mano, ovvero un piccolo trapano per il legno che serve per praticare fori di piccole dimensioni, ad esempio negli infissi. L'uomo non è riuscito a giustificare il possesso di tutti quegli arnesi; per questo è stato accompagnato in caserma e successivamente denunciato in stato di libertà per il reato di possesso ingiustificato di strumenti di effrazione.