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BELLUNO. Tragedia a causa dei forti temporali della notte scorsa, lunedì 1° agosto: in seguito a un fulmine che ha colpito l'abitazione nella frazione di Salce, a Belluno, ha perso la vita il dottor Giambattista Arrigoni, 93 anni, figura notissima in città.
Secondo una prima ricostruzione, un fulmine violentissimo ha provocato un incendio nella centralina elettrica della casa e l'anziano medico è morto a causa delle esalazioni di ossido di carbonio e di fumo.
Sarebbe successo attorno alle 2 di notte, quando sulla Valbelluna, specie nel settore centro-occidentale, infuriava un pauroso temporale.
La moglie della vittima, signora Paola, a sua volta gravemente intossicata, è stata trasferita da Belluno alla camera iperbarica dell'ospedale di Mestre.
Anche il cane dei coniugi ha perso la vita a causa delle esalazioni tossiche.
La scoperta, questa mattina, 2 agosto, da parte degli agenti della polizia di Stato, allertati da un vicino che doveva recarsi dai coniugi e si era allarmato.
Giambattista Arrigoni è morto vicino al quadro elettrico andato a fuoco, la moglie, 91 anni, è stata trovata in cucina e subito soccorsa dal personale dell'emergenza sanitaria. Sul posto anche i vigili del fuoco di Belluno.
Giambattista Arrigoni si può considerare il simbolo del volontariato bellunese, l'anima per svariati decenni di molte iniziative, in un territorio in cui da sempre è forte l'adesione alle realtà associative di solidarietà.
Fra le sue intuizioni passate alla storia vi fu quella del Comitato d'intesa fra le associazioni volontaristiche della provincia di Belluno. Una organizzazione-ombrello della quale fu tra i fondatori tra la fine degli anni Settanta e i primi anni Ottanta, che promuove la collaborazione fra i sodalizi e assicura servizi di vario genere alle realtà che da sole non sarebbero in condizione di darsi una struttura.
Nel corso dei decenni molti giovani bellunesi hanno avuto modo di incontrare l'esperienza del Comitato d'intesa, come volontari o durante il servizio civile per obiettori di coscienza al militare. Dai laboratori di lavoro per persone disabili alle iniziative contro le barriere architettoniche, dall'impegno degli alcolisti anonimi a quello a favore della donazione del sangue: già 40 anni fa erano varie decine le realtà aderenti. E oggi sono molte di più.
Giambattista Arrigoni si impegnò a lungo anche in azioni di solidarietà in Africa, promuovendo con il Rotary la costruzione, in Kenia, dell’ospedale missionario di Wanba, nel quale dal 1981 al 2007 trascorse ogni anno anche periodi di lavoro come volontario.
Di lui si ricorda anche il ruolo nel mondo politico locale, in particolare nelle fila del partito liberale (consigliere comunale a Belluno dal 1964 al 1979 e dal 1987 al 2000): fu vicesindaco e assessore alle politiche sociali dal 1993 al 1997 in una giunta di centrosinistra.
Numerose le espressioni di cordoglio che si susseguono in questo ore: fra le altre, quella del presidente della Provincia di Belluno, Roberto Padrin: "Grande medico, grande uomo, attivissimo nel volontariato, la comunità perde una figura di riferimento", ha detto il numero uno di palazzo Piloni.


