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MONTE CENGIO. Si è perso nel bosco dopo aver incontrato un tratto franato lungo il sentiero, fino a fermarsi sfinito e completamente disidratato. È finita con l’intervento del Soccorso alpino la disavventura di un escursionista padovano di 43 anni sul Monte Cengio.
L’allarme è scattato ieri 4 settembre, su richiesta dei carabinieri. Grazie alle coordinate è stato possibile individuare l’area in cui si trovava l’uomo. Una decina di volontari del Soccorso alpino di Arsiero, divisi in due squadre, si sono quindi mossi contemporaneamente dall’alto e dal basso.
A raggiungere per primi il 43enne sono stati i soccorritori partiti dall’alto, dopo circa un’ora di cammino. L’escursionista era incolume, ma molto provato dalla fatica e completamente disidratato. I volontari gli hanno dato acqua e qualcosa da mangiare prima di accompagnarlo fino alla sua automobile.
Il padovano era partito nel primo pomeriggio per una camminata nella parte alta del Monte Cengio. Per il rientro aveva imboccato il sentiero 643 del Capel de fero, che collega il Monte Cengio a Pian Grande. Arrivato davanti a un tratto franato, aveva deciso di non proseguire e di risalire, ma durante il ritorno aveva perso l’orientamento, finendo per fermarsi nel bosco ormai sfinito.
Il Soccorso alpino segnala che non sarebbe il primo caso di escursionisti disorientati lungo quel percorso, probabilmente anche a causa di alcuni segnali dell’Enel che indicano l’alta tensione e che possono trarre in inganno chi non conosce la zona.
Con il perdurare delle temperature elevate, i soccorritori ricordano infine l’importanza di affrontare le escursioni con un’adeguata preparazione e soprattutto con un’abbondante riserva d’acqua, indispensabile per evitare i rischi legati alla disidratazione.


