LEDRO - Scacciare via il freddo dell'inverno in arrivo, con l'amore trasmesso in soli 16 anni di cammino. Ieri è riuscita a fare anche questo, Virginia Greco, quando ha abbracciato per l'ultima volta la sua famiglia, gli amici più cari e la comunità ledrense che l'ha vista bambina e adolescente. A farsi largo nella gremitissima chiesa di Biacesa è stata, da subito, la sua amata musica. Il Corpo Bandistico di Ledro ha suonato la commovente "Lode a te", di Giacomo Bartoli.

«È il momento del silenzio o, meglio, della musica dell'amore - ha detto padre Franco Pavesi, parroco della vallata, che ha officiato la funzione con padre Tommaso - per essere vicini alla famiglia di Virginia dobbiamo parlare con il cuore, il solo a permetterci di vedere e parlare con sincerità. Sono un uomo in carne ed ossa, come voi: anch'io mi pongo domande senza trovare risposte. Per questo, non ho risposte alle domande che la perdita di una giovane ragazza susciti in voi. Giunti al deserto delle difficoltà, Virginia e la sua famiglia hanno saputo attraversarlo grazie all'amore negli anni coltivato. Di fronte a una simile sofferenza, riempiamo il cuore per rendere Paradiso questa Terra. Mamma Sabrina e papà Alessandro, so che nulla sarà come prima: dovete però darvi la possibilità di restare nell'amore di Virginia. Santa Teresa d'Avila sosteneva che l'amore non stanca e non si stanca. È difficile, lo comprendo, ma ci rimane questo: restare nell'amore».

«Cara Virginia, il mondo ha perso una stella luminosa - ha sottolineato Elena Novali, insegnante delle elementari - mi sei entrata nell'anima come una figlia. Con la tua mamma ho condiviso tante soddisfazioni, paure, speranze e, nonostante tutto, anche delle gioie. Così, però, ti ho conosciuta: sempre di più. Non posso che pensare a tutto quello che hai rappresentato: la tua gentilezza, la tua energia, la tua voglia di vivere, i tuoi sogni da adolescente. Mi dispiace tanto tu non possa realizzare tutti i tuoi progetti. Eri una persona speciale, dal cuore grande e dall'ironia inaspettata per la tua età. Vorrei dirti che tutto questo è solo un brutto sogno, ma non posso: la vita a volte sembra ingiusta e crudele. Noi non possiamo altro che accettare ciò che non possiamo cambiare. Ti ricorderò per tutte le cose belle che hai fatto, per le tue risate e la tua genuinità pura e rara. Voglio ricordare la tua determinazione e la tua capacità di affrontare le sfide con coraggio, la tua sensibilità che, a volte, non veniva colta per la tua introversione. Sono orgogliosa di averti accompagnata nel tuo percorso scolastico, scusami se non ho fatto abbastanza per farti apprezzare la storia. Sono certa sei già tra le braccia del tuo amatissimo nonno Franco. Con lui, sarai al sicuro: non avere paura».

«Virgi, ci hai insegnato quanto il tempo sia prezioso - ha aggiunto il cugino Matteo Crosina, anche per la sorella Sabrina - quanto sia necessario fare tesoro di ogni minuto a nostra disposizione. Terremo stretti i momenti della nostra infanzia, quando adoravi mangiare la polenta "a bocconi"; le giornate in famiglia, i pomeriggi al lago, le nostre risate. Ti divertivi a sperimentare trucchi e consigli di stile, portando sempre un tocco di felicità. E sì, non ti accontentavi della nostra valle, amavi viaggiare. Quante volte ci hai accompagnati nei viaggi, dalle giornate al mare ai matrimoni sardi, fino ad Istanbul (città in cui Matteo ha studiato, ndr) sei riuscita ad arrivare. Continuerai a vivere nei nostri ricordi e resterai sempre la nostra compagna di avventure. Virgi, ora che cammini tra le stelle sappiamo che continuerai a vegliare su di noi. Sii luce dallo spirito libero».

«Ciao, amica mia speciale - ha detto commossa Marika - ti vedo ancora qui, al mio fianco, con quel sorriso che parla prima di te e non hai mai perso, nemmeno nei momenti più duri. La tua forza non faceva rumore, eppure si sentiva. Con il tuo coraggio da vera guerriera e la tua umile dolcezza mi hai insegnato tanto. Ed io, nello stringerti la mano fino alla fine, ho cercato di darti anche solo un pizzico dell'amore che mi hai dato. Ti voglio bene».

La Banda ha poi suonato "Ammerland" di Jacob de Haan e, infine, l'insegnante di flauto traverso Luminita Dirlosan ha avvolto Virginia nell'Ave Maria. Virgi, che da tre anni e mezzo lottava come una leonessa contro una terribile malattia, era rimasta colpita dalle attività della "Fondazione Dynamo Camp ETS", che sostiene minori affetti da gravi patologie. Lì, nei soggiorni estivi, era stata veramente felice. Per onorare la sua vita e sostenere una causa a lei molto cara, la famiglia ha avviato la raccolta fondi "Virgy per Dynamo".  Chi desidera può contribuire: https://my.dynamocamp.org/campagne/virgy-per-dynamo/. Oggi, giovedì 27 novembre, sono stati già raccolti 5.300 euro. Ciao Virgi, ti amerò per sempre.