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TRENTO. Il presidente della Provincia Maurizio Fugatti intervenga presso il ministro dell’Interno per chiedere di vietare il raduno «Ritorno a Camelot», in programma dal 3 al 6 settembre all’hotel Ciclamino di Pietramurata, nel comune di Dro. A chiederlo è il consigliere provinciale del Pd Paolo Zanella, che ha depositato un’interrogazione a risposta scritta dal titolo «Il presidente Fugatti si adoperi per far vietare il raduno naziskin».
L’evento è organizzato dal Veneto Fronte Skinheads e, secondo quanto riportato nell’interrogazione, vedrà la partecipazione del network Blood&Honour e potrebbe richiamare circa 600 persone provenienti da tutta Europa. Zanella sostiene che il raduno sia espressione di idee «etno-identitarie, nazionaliste e xenofobe, patriarcali e reazionarie» e richiama esplicitamente i valori della Costituzione repubblicana.
Il consigliere critica anche la posizione assunta finora da Fugatti, che nei giorni scorsi aveva ribadito la fiducia e la collaborazione con le autorità statali competenti per la sicurezza, le forze dell’ordine e il Commissariato del Governo, oltre all’adesione ai valori della Repubblica e dell’Autonomia. Per Zanella, però, sarebbe mancata una richiesta esplicita di bloccare l’appuntamento.
Il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica ha previsto un presidio dell’evento, stabilendo che eventuali provvedimenti saranno adottati qualora emergano violazioni delle norme di pubblica sicurezza o sui pubblici spettacoli, specifici reati oppure rischi concreti per l’ordine pubblico. Una linea che, secondo il consigliere del Pd, non affronta il nodo politico posto dalla manifestazione.
A rendere la vicenda ancora più delicata, sottolinea Zanella, è la concomitanza con la presenza in Trentino del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, atteso per le celebrazioni degli 80 anni dell’Accordo De Gasperi-Gruber. Un anniversario che richiama, osserva il consigliere, i principi dell’autogoverno e della convivenza pacifica tra i popoli, considerati in antitesi rispetto ai nazionalismi ai quali, secondo l’interrogazione, si richiamerebbero gli organizzatori.
Per Paolo Zanella, tuttavia, la questione non riguarda soltanto la sicurezza o la coincidenza con le celebrazioni dell’Autonomia. Il punto centrale sarebbe la possibilità di propagandare sul territorio idee considerate incompatibili con i principi di libertà e uguaglianza della Repubblica. Nell’interrogazione viene richiamato anche il «paradosso dell’intolleranza» di Karl Popper, chiedendo di valutare sia il divieto della manifestazione sia l’eventuale applicabilità delle norme contro la propaganda fascista.
Tre, infine, le domande rivolte a Fugatti: se abbia valutato la possibilità di chiedere al ministro dell’Interno di vietare l’evento; se, non avendolo ancora fatto, intenda muoversi «con estrema urgenza»; oppure, in caso contrario, quali siano le ragioni per non intervenire in questa direzione.


