Il maltempo ha lasciato il segno anche sulla 12ª edizione della «Lake Garda Marathon», già provata dallo spostamento di data di una settimana per via delle elezioni provinciali. La pioggia e soprattutto le condizioni della Sarca, che ha invaso il tratto di ciclabile tra Torbole e Arco, hanno costretto gli organizzatori a tagliare all’ultimo momento per motivi di sicurezza la deviazione verso nord prima di tornare sui propri passi e dirigersi verso il traguardo di Malcesine. Una decisione annunciata poco prima della partenza da Limone e che non è stata presa bene da numerosi concorrenti (francesi in primis) secondo i quali, erroneamente, gli organizzatori sapevano che il maltempo avrebbe costretto a questo ridimensionamento e non hanno detto nulla. «È scoppiato un putiferio - racconta Stefano Chelodi - e sono volati anche insulti nei nostri confronti. Probabilmente è stato frainteso un post che abbiamo pubblicato sabato chiedendo ai partecipanti se volevano posporre la partecipazione al 2019. Al di là di questo comunque è andato tutto bene e abbiamo liberato le strade anche prima del previsto».
Gli iscritti avevano raggiunto quota 1.100 considerato che lo slittamento di una settimana ha fatto perdere 468 concorrenti. Alla fine ieri mattina i partenti sono stati 950 provenienti da 27 nazioni (rispetto alle 31 originarie). Edizione sfortunata a parte, resta lo scoramento del comitato organizzatore guidato proprio da Stefano Chelodi che conferma la necessità di «una riflessione profondo per capire se e cosa fare in futuro». «La burocrazia non ci aiuta - afferma amaro Chelodi - e anche da parte delle associazioni locali che abbiamo interpellato non c’è stato alcun sostegno. Siamo tutti volontari anche noi, lo facciamo per il territorio».