LEDROUn fronte di 40 metri che nel punto più alto raggiunge i quattro metri d'altezza per alcune centinaia di metri cubi. Tutta la statale che costeggia il lago invasa da rocce e detriti che hanno sfondato anche il guard rail e sono finiti in acqua, fortunatamente senza causare vittime o feriti perché in quei fatidici secondi non transitava nessuno.

È una frana di proporzioni enormi quella che ieri (domenica 11 febbraio) verso le 18.30, quasi al culmine di un weekend di pioggia a tratti anche molto intensa, si è staccata dal fronte roccioso che sovrasta la strada principale della Val di Ledro nella zona delle prese della centrale, tra Molina e Mezzolago. Secondo le informazioni ufficiali è collassato uno sperone di roccia lungo 25 metri, proprio sotto la passeggiata che al di sopra della statale collega Molina con Mezzolago. Proprio in quel punto, una ventina d'anni or sono, la volta di roccia venne "limata" per consentire un più agevole passaggio ai Tir. Ora quello sperone è venuto giù e la valle è tagliata in due.

Le prime ore dopo il distacco, almeno sino alle 21, sono state di apprensione perché non si sapeva se qualcuno poteva essere rimasto sotto quella massa di roccia o spinto nel lago. Da Trento sono stati fatti arrivare tre cani molecolari della Scuola provinciale cani da ricerca e catastrofe che però non hanno segnalato presenze umane. Stesso esito, fortunatamente, anche dopo le verifiche con la termocamera. Con un gommone è stato ispezionato anche il lago per scongiurare la possibilità che un mezzo in transito possa essere stato travolto e spinto nel lago. Venticinque gli uomini dei Vigili del fuoco volontari di Pieve, Molina di Ledro e Dro (con la fotoelettrica per illuminare la zona del distacco) al lavoro per ore. Sul posto anche carabinieri, polizia di Stato e Polizia Locale che ha bloccato il traffico a Molina, subito dopo la deviazione per Pur.

A dare l'allarme, come ci ha confermato il sindaco Renato Girardi, è stato Fabio Rosa, consigliere comunale, che in auto stava viaggiando da Molina verso Mezzolago. Si è trovato la massa rocciosa davanti proprio in prossimità della curva, è sceso dall'auto e ha chiamato i soccorsi. Il personale del Servizio geologico della Provincia ha verificato e proseguirà a verificare anche oggi la presenza di eventuali altre fratture che potrebbero causare il distacco di ulteriori porzioni di roccia. Fino a ieri sera non c'era una previsione attendibile sui tempi di riapertura della statale, probabile che se ne sappia qualcosa di più oggi, dopo le verifiche alla luce del giorno. Nel pomeriggio infatti è atteso il sopralluogo dei tecnici provinciali, alla presenza del governatore Maurizio Fugatti.

Il sindaco Renato Girardi è stato uno dei primi ad arrivare sul posto dopo essere stato avvisato dai Vigili del fuoco volontari. E lì è rimasto per ore, prima di tutto per accertarsi che nessuno fosse rimasto vittima dell'ennesima frana: «In questo momento - ci ha detto - la cosa più importante è che nessuno si sia fatto male. Non credo comunque che sarà semplice e veloce sgomberare la statale da tutto il materiale crollato».

Già da questa mattina presto Polizia Locale e tecnici provinciali hanno provveduto a piazzare l'apposita segnaletica di divieto di transito ai mezzi pesanti alla rotatoria della Baltera, prima dell'imbocco della strada per la Val di Ledro. Il traffico leggero è stato dirottato sulla strada comunale di Pur, altrimenti Molina e Prè sarebbero rimaste isolate completamente. Per il trasporto pubblico Trentino Trasporti sta valutando l'ipotesi di attivare un servizio di bus navetta che possano percorrere la strada di Pur.