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ALTO GARDA. È un'opera monumentale, destinata a restare nel tempo, e che diventerà un riferimento bibliografico essenziale per le future generazioni che vorranno capire qualcosa di più su cos'è stato, cos'è e speriamo cosa sarà il nostro dialetto trentino e altogardesano.
Già definirlo così è un poco una forzatura, perché come sanno bene molti nostri lettori le sfumature di borgo in borgo, di paese in paese ci sono e si rendono ancora più evidenti quando ci si sposta da una valle all'altra. È la nostra storia, è la geografia che si fa cultura, che crea piccole distinzioni che con il trascorrere del tempo e delle generazioni rischiano seriamente di perdersi per sempre.
Per questo l'enorme lavoro fatto da Alessandro Parisi e Carlo Pizzini merita considerazione e anche, direi, gratitudine. Se non lo avessero fatto loro chi l'avrebbe fatto, in modo così preciso, analitico, puntuale?
«Revèrs» è il titolo dato a questo volume di quasi 400 pagine, presentato sabato scorso in una biblioteca Civica rivana affollata e attenta. Una produzione editoriale firmata dall'associazione «Giacomo Floriani», che ormai da alcuni anni opera proprio a favore della conservazione e della conoscenza del nostro dialetto partendo dalle opere del poeta rivano Giacomo Floriani ma accogliendo nel proprio calendario di iniziative poeti non solo di tutta la Busa ma anche di tutto il Trentino grazie agli appuntamenti mensili che si svolgono ad Arco alla libreria «Cazzaniga» ma anche ad appuntamenti periodici come il bellissimo "filò" che si svolge una volta all'anno a Canale di Tenno.
La presentazione di sabato è stata introdotta dalla responsabile della Biblioteca Anita Malossini, degli assessori alla cultura Stefania Pellegrini per Riva del Garda, Giancarla Tognoni per Tenno e Claudio Bombardelli in sostituzione di Massimiliano Floriani, impegnato altrove, per Arco.
Carlo Pizzini, pronipote di Lucia Pizzini, moglie di Giacomo Floriani, ha riepilogato sinteticamente tutto il lavoro svolto in tre anni per la raccolta dei quasi 14mila termini, presentati prima nella forma italiana e poi in quella dialettale.
Alessandro Parisi, invece, ha spiegato minuziosamente l'uso dell'accento tonico e dell'accento fonico, onde facilitare una corretta lettura dei vocobali elencati. Non è mancata la puntualizzazione sui raddoppiamenti delle lettere "s" e "z", sull'uso della lettera "h" e tanto altro.
Ci sono stati alcuni interventi con richiesta di chiarimenti o con contributi personali di carattere dialettale. Interessante quanto detto da Sebastiano Matteotti di "Grafica 5", che ha curato la grafica della raccolta e che è anche presidente della "Pro Loco Sant'Antonio" di Dro, il quale ha rimarcato l'importanza della salvaguardia del dialetto e, in tale prospettiva, della collaborazione con l'associazione «Giacomo Floriani».
Un ringraziamento finale è andato a Giusy Armellini della Biblioteca per l'ottima organizzazione dell'evento.
«Siamo fiduciosi - scrive l'associazione nell'introduzione del volume - che questa raccoltà risulterà molto gradita a tutti coloro che, non conoscendo le parlate locali, vogliono scorpirle dando soddisfazione al loro desiderio di venire a contatto anche delle tradizioni del passato, alle quali sentono il bisogno di approcciarsi per meglio apprezzare il valore e l'intimo significato non solo culturale».
Il volume è al momento disponibile da «Cazzaniga» e presso lo studio fotografico di Fabio Galas ad Arco, a breve troverà distribuzione anche a Riva.


